Giovedì, 16 Maggio 2024

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 7/2024

1) Il bonus una tantum da 100 euro: niente più di una mancetta. 2) Bene i dati sull’occupazione, meno il valore della busta paga. 3) Ecco la storia di una truffa mancata: caro nonno… 4) Per i rifiuti a Roma è in vigore la legge della giungla. 5) La mia vita in ufficio: ditemi se si tratta di mobbing. 6) Cosa fare se il call center non paga gli stipendi. 7) È giusto che il dipendente malato riceva più visite di controllo?

1) IL BONUS UNA TANTUM DA 100 EURO NIENTE PIÙ DI UNA MANCETTA…

Meglio poco che niente, oppure chi si accontenta gode: il bonus da 100 euro lordi che entrerà nelle buste paga di gennaio mi pare niente più di una mancetta (se ci togliamo il 23% di trattenute, in tasca entreranno 77 euro).
Va bene che sotto le elezioni tutto fa brodo, ma per chi è in difficoltà ci vorrebbe ben altro…
Celestino M. - Per email da Roma

Il bonus è una tantum, vale a dire che vale per il solo mese di gennaio. Doveva essere pagato con la tredicesima del 2024 e invece è slittato di 30 giorni per non gravare – ha precisato il vice-ministro dell’Economia, Maurizio Leo – con ulteriori coperture finanziarie su un anno già molto difficile.
Ne beneficeranno circa un milione di famiglie monoreddito con coniuge e almeno un figlio a carico oppure famiglie monogenitoriali. Il reddito annuo deve essere compreso tra gli 8.5000 e i 28.000 euro. Il bonus non riguarda i pubblici dipendenti. Sarà il datore di lavoro, come sostituto d’imposta, ad erogarlo.

2) BENE I DATI SULL’OCCUPAZIONE MENO IL VALORE DELLE BUSTE PAGA

Se è vero che l’occupazione continua a registrare dati positivi, come mai ancora troppe famiglie italiane sono costrette a tirare la cinghia? Lo dico perché conosco parecchie persone che, pur lavorando, per andare avanti devono affrontare non pochi sacrifici.
L’aumento degli stipendi è sempre più urgente.
Marcello Mancini - Per e-mail da Roma

A marzo, rispetto al mese precedente, l’occupazione è aumentata dello 0,3% (pari a +70.000 unità) ma restano i problemi per le fasce d’età più giovani.
Complessivamente il numero delle persone occupate è di 23.849.000 (su base annua +425.000 unità). Il tasso di occupazione è salito al 62,1%, quello della disoccupazione è sceso al 7,2%, mentre il tasso di inattività è rimasto stabile al 33,0%.
Resta il problema degli stipendi, ancora tra i più bassi tra i grandi Paesi dell’Unione europea.

3) ECCO LA STORIA DI UNA TRUFFA TELEFONICA MANCATA: CARO NONNO…

Già altre volte avete pubblicato la denuncia di chi, attraverso il telefono o internet, è stato sul punto di cadere nella trappola di truffatori che non esitano a prendere di mira soprattutto le persone anziane.
Ebbene, pochi giorni fa anch’io ho subito un tentativo di questo tipo che sono riuscito ad evitare solo grazie al fatto di avere letto episodi del genere e quindi non sono riusciti a prendermi alla sprovvista.
A me è successo questo. Una mattina mi chiama una ragazza che dice di essere mia nipote e che deve chiedermi un favore. Lì per lì mi è sembrata proprio la sua voce e quindi le ho chiesto che cosa avrei dovuto fare.
Caro nonno – ha continuato – sto aspettando un pacco urgente con dentro dei materiali che mi servono per un concorso che se lo vinco mi sistemo per tutta la vita. Siccome non sono a casa, se te lo faccio recapitare puoi riceverlo al posto mio?
Sì, certo che posso, ho risposto. Allora, caro nonno, fammi il anche il piacere di anticipare le 900 euro del contrassegno che poi ti restituisco subito.
A questo punto ho cominciato a mangiare la foglia. Ora, sui due piedi, non ho in casa quella somma, le ho detto. E lei: ma nonno, così mi rovini, quel concorso può essere la svolta… senti, ti faccio chiamare dall’ufficio postale e vedi che cosa si può fare.
Dopo una decina di secondi ecco che mi arriva la telefonata. È un’impiegata: so che ha parlato con sua nipote: noi dobbiamo consegnare questo pacco, se lei non lo ritira sua nipote rischia di non fare in tempo a rispettare i tempi del concorso e per lei sarebbe un bel guaio. Tra l’altro, oltre ai 900 euro c’è da pagare anche il materiale allegato: in tutto sono 4.800 euro.
Rispondo: ma se non ho 900 euro come faccio ad averne 4.800?
E l’impiegata: non so cosa dirle. Senta, ora le passo il direttore.
Nel frattempo mi richiama mia nipote. Nonno, nonno, mi hanno avvertito che ci sono difficoltà, allora non mi vuoi bene, non mi vuoi fare questo favore, allora ce l’hai con me…
A questo punto suona il telefono fisso. Buongiorno, sono il direttore dell’ufficio posta di …, la mia impiegata le ha spiegato come stanno le cose. Mi ha riferito che lei non ha pronti i 4.800 euro… allora proviamo a fare così: quando le consegnano il pacco può dare in pegno anche degli oggetti in oro che poi le verranno restituiti al momento del saldo.
È la goccia che ha fatto traboccare il vaso… il direttore di un grande ufficio postale che chiede oggetti in oro…
Senta, taglio corto, adesso vado al commissariato di polizia e vediamo come va a finire… La telefonata si chiude immediatamente e tutti spariscono: la falsa nipote, la falsa impiegata e il falso direttore.
Naturalmente mi metto in contatto con mia nipote, quella vera, che cade dalle nuvole.
Mi sono dilungato in modo da mettere sul chi vive i lettori perché, come hanno tentato con me, sicuramente lo avranno fatto e lo faranno anche con altri. Mi raccomando, occhi aperti…
G. A. - Per telefono da Roma

Le truffe sono davvero dietro ogni angolo. Da quelle che capitano quando si è in automobile (falsi incidenti, falsi specchietti rotti, false carrozzerie danneggiate, e così via) a quelle telefoniche, come quella raccontata dal nostro lettore, alle false comunicazioni bancarie fatte apposta per capire il riferimento del conto corrente.
Le denunce vanno fatte ai commissariati di pubblica sicurezza o presso le sedi dei carabinieri. O alla polizia postale, che ha una sezione dedicata. Sul sito: commissariatodips.it/index.html si possono trovare tutte le indicazioni utili.

4) PER I RIFIUTI A ROMA È IN VIGORE LA LEGGE DELLA GIUNGLA

Sarà pure responsabilità dell’Ama se Roma non è pulita come dovrebbe, però che dire di quei cittadini che anziché depositare i rifiuti dentro i cassonetti li appoggiano accanto, tanto poi qualcuno ci penserà?
Marco Rossi - Per e-mail da Roma

Che dire? Che tanto poi qualcuno toglierà dalla strada i vecchi materassi, i vecchi scaldabagni, i vecchi frigoriferi, i sacchetti di plastica, e così via. Tutto però ha un costo. La tassa sui rifiuti potrebbe essere più bassa se ci si comportasse secondo le regole del vivere civile.

5) LA MIA VITA IN UFFICIO: DITEMI SE SI TRATTA DI MOBBING…

Da qualche tempo i rapporti nell’ufficio dove lavoro sono cambiati in peggio. In sostanza, se prima ero un punto di riferimento nell’ambito della mansione che mi è stata affidata (devo controllare la regolarità delle merci in entrata e in uscita, l’attività del magazzino e le relative pratiche amministrative) adesso questi compiti vengono spesso affidati a una collega che ha meno anzianità di me. Succede, così, che ci sono giorni durante i quali faccio poco o niente.
Ho chiesto spiegazioni ma mi hanno detto che non devo preoccuparmi. Io invece mi preoccupo perché se non sono più utile potrebbero pure licenziarmi. Adesso capisco chi parla di mobbing…
Elisabetta - Per telefono da Roma

Nonostante le maglie si siano allargate, non è che dall’oggi al domani si possono mettere alla porta i dipendenti senza una motivazione valida. Da questo punto di vista – almeno alla luce degli elementi noti – non sembrano esserci pericoli.
Da valutare con più attenzione, invece, l’aspetto del mobbing in quanto non c’è dubbio che perdurando il clima di esclusione dagli impegni stabiliti dal contratto ciò potrebbe alla lunga creare problemi psicologici e incidere sulla salute. In proposito ci sono sentenze che ormai hanno fatto giurisprudenza e che possono, nell’eventualità, sostenere l’avvio di una vertenza.
Da tenere presente che proprio di recente la Corte di Cassazione ha stabilito, riconoscendo il mobbing come pratica persecutoria, che i “fatti ostili” per essere presi in considerazione debbano essere ripetuti per un “congruo periodo di tempo”.
Vale a dire? Secondo il tribunale di Palermo, che si è pronunciato su una causa di lavoro, questo periodo può essere ragionevolmente stabilito in circa sei mesi.
Va ricordato che il mobbing si manifesta quando viene ridotta la possibilità di comunicare per quanto riguarda i contatti umani, si ricorre al demansionamento, si diffondono maldicenze, si insiste nella critica sistematica, si lanciano minacce, si mettono in pratica altri atteggiamenti vessatori.

6) COSA FARE SE IL CALL CENTER NON PAGA GLI STIPENDI

Abbiamo lavorato per un call center di Roma che, in seguito al mancato pagamento degli stipendi di due mesi, e dopo le nostre proteste, ha promesso che tutto sarebbe stato regolato in breve tempo.
Ma così non è stato. Sappiamo che anche ad altri è capitata la stessa cosa. Abbiamo in mano i contratti regolarmente firmati e sottoscritti dalla società, con i relativi impegni anche per quanto riguarda la parte salariale. Che cosa dobbiamo fare?
Lettera firmata - Da Roma

I lavoratori che non hanno ricevuto i compensi pattuiti, laddove in possesso dei contratti di lavoro che specificano l’ammontare della retribuzione, possono certamente adire il Giudice del Lavoro del luogo dove hanno svolto la loro attività (indipendentemente da ogni diversa clausola inserita nel contratto) per ottenere l'ingiunzione di pagamento.

7) È GIUSTO CHE IL DIPENDENTE MALATO RICEVA PIÙ VISITE DI CONTROLLO?

A un mio collega di lavoro, che ha passato alcuni giorni in malattia dopo l’invio del regolare certificato medico, sono state inviate più visite di controllo. Si è sempre fatto trovare in casa e non ci sono stati problemi.
Secondo me, però, l’azienda ha esagerato e un tale comportamento andrebbe contestato. Se uno sta male, sta male. Punto e basta. Un controllo ci può stare, ma più controlli hanno il sapore della persecuzione. La mia impressione è che si sia voluto mandare un segnale a tutti i dipendenti.
C. R. - Per e-mail da Frascati

La domanda è se si possono inviare più visite di controllo a distanza ravvicinata, e la risposta è sì. Lo hanno stabilito anche due lontane sentenze della Cassazione: la n. 21028 del 1° agosto 2008 e la n. 22721 del 6 novembre 2015. Difficile è quindi provare l’esistenza di un intento persecutorio a meno che non ci siano altri elementi in grado di testimoniarlo.
Tra l’altro, anche gli orari delle visite non possono essere criticati in quanto è lo stesso medico fiscale che li decide a suo insindacabile giudizio.

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