Giovedì, 25 Aprile 2024

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 6/2024

1) Per i giovani il lavoro è sempre una chimera. 2) Bonus di 1.500 € l’anno per curare la depressione. 3) Presa e subito licenziata: possono farlo? 4) Ma quando usciranno i bandi di concorso Inps? 5) C’è bisogno di meccatronici ma non si trovano. 6) Il ruolo del tutor durante l’apprendistato.

1) PER I GIOVANI IL LAVORO RESTA SEMPRE UNA CHIMERA

Secondo gli ultimi dati, l’economia non va male tanto che i posti di lavoro, almeno negli ultimi tempi, sono in aumento. Eppure per i giovani continuano i tempi bui, nonostante le promesse e gli impegni.
Possibile che non si riesca a dare una speranza alle nuove generazioni? Perché non c’è solo l’immediato, cioè trovare un’occupazione, ma in ballo c’è anche il futuro in quanto con questi chiari di luna mettere insieme una pensione decente sarà per molti un rebus.
Stefania Sarti - Per telefono da Roma

Il colloquio con Stefania Sarti è stato lungo e ricco di spunti, ma qui siamo costretti a riassumerlo per ragioni di spazio. L’argomento è di quelli davvero seri e preoccupanti, sia per i motivi indicati sia per un Paese che invecchia e che non riesce a risolvere il problema del ricambio generazionale (nella pubblica amministrazione, per esempio, l’età avanzata del personale ci assegna un poco invidiale primato in Europa).
E se è vero che occorrerebbe cominciare a fare una riflessione sul welfare così come lo conosciamo, è pure vero che i giovani sembrano abbandonati al loro difficile destino.
In un anno l’occupazione ha messo a segno un saldo positivo di 352 mila unità con un aumento dei contratti a tempo indeterminato. Ma per gli under 25 il tasso di occupazione è diminuito in percentuale di 0,4 punti, toccando quota 22,8% (per fare un paragone, in Germania è dell’5,8%).
Le ragioni sono quasi sempre le stesse: scarsa formazione, l’istituzione scolastica che continua ad avere scarsi punti di contatto con il mondo del lavoro (solo da poco le aziende hanno cominciato a organizzare corsi di preparazione in proprio per le figure di cui hanno bisogno), il sistema domanda-offerta che non funziona.
È così da troppo tempo. Chi di dovere deve sentire l’obbligo di correre ai ripari.

2) BONUS DI 1.500 € L’ANNO PER CURARE LA DEPRESSIONE

Da un po’ di tempo soffro di una forma di depressione che mi costringe a convivere con situazioni di forte disagio. Credo di avere diritto ad un sostegno da parte dello Stato, ma non ne sono sicuro. Mi hanno detto che c’è una norma che potrebbe alleggerire le spese che devo affrontare. È così?
Marco G. - Per e-mail da Roma

Esiste il cosiddetto “bonus psicologico”, che è un contributo che aiuta a sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia, e forse è a questo che si riferisce il lettore. Per beneficiarne occorre però avere determinati requisiti. Tra questi, il valore dell’Isee non deve essere superiore a 50.000 euro e si deve essere residenti nel nostro Paese.
L’importo massino è di 1.500 euro l’anno come sostegno alle cure di chi, appunto, soffre di depressione, ansia, stress e fragilità psicologiche.
Il decreto-legge di riferimento è quello del 30 dicembre 2021, n. 228, varato in tempi di pandemia e di crisi economica, poi convertito in legge e da allora sempre rinnovato. L’erogazione del contributo è a carico dell’Inps.
Per quest’anno le domande possono essere presentate entro il 31 maggio. Per farlo si deve utilizzare l’apposito servizio online raggiungibile direttamente attraverso il sito dell’Istituto: www.inps.it, tramite Spid, Carta di identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns). Da qui il servizio dedicato è raggiungibile selezionando in sequenza: “Sostegni, sussidi e indennità”, “Esplora, sostegni, sussidi e indennità”, “Punti di accesso alle prestazioni non pensionistiche” e “Utilizza lo strumento”. Una volta autenticati occorre selezionare, alla voce “Le prestazioni” quella dove c’è scritto “Contributo sessioni psicoterapia domande 2024. Stanziamento fondi 2023”.
Oppure si può contattare il contact center integrato ai numeri 803.164 (gratuito da rete fissa) o 06.164164 (da rete mobile a pagamento).
L’Inps fa presente che dalla data di pubblicazione delle graduatorie, “i beneficiari hanno 270 giorni di tempo per usufruire del contributo”.

3) PRESA E SUBITO LICENZIATA: POSSONO FARLO?

Ho risposto ad un annuncio, ho superato il colloquio e ho firmato un contratto a progetto della durata di un mese. Questo la mattina. La sera mi chiamano e mi comunicano che non se ne fa niente. Tutto annullato. Come è possibile? È una procedura corretta?
M. B. - Per telefono da Roma

L’irregolarità è palese. Se l’impegno è stato sottoscritto dalle parti – quindi, anche dall’azienda – esso è valido ad ogni effetto. L’unica possibilità di annullamento può essere legata a qualche “giusta causa”, ma non pare che qui sia stata invocata.
D conseguenza si può chiedere il risarcimento per mancato guadagno, attraverso l’invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno nella quale deve essere acclusa anche una copia del contratto. Nell’eventualità di una risposta negativa, si può fare ricorso davanti al Giudice del Lavoro.

4) MA QUANDO USCIRANNO I BANDI DI CONCORSO INPS?

Più volte “Lavoro Facile” ha parlato di un bel po’ di assunzioni da parte dell’Inps, ma finora non si è visto nulla. Come stanno le cose?
N. F. - Per e-mail da Roma

Il 31 gennaio scorso, l’Inps ha approvato il Piano dei fabbisogni di personale 2024-2026 secondo il quale, entro quest’anno è previsto l’inserimento di un migliaio figure professionali nel quadro di un più importante aumento delle risorse (fino a 2.045 diplomati e laureati).
Questo – è stato precisato – per “colmare le carenze di personale rispetto al corrispondente fabbisogno sostenibile, ridurre progressivamente la consistenza del personale dell’area degli assistenti, tendere all’azzeramento di quella degli operatori, ridefinire il fabbisogno di queste aree in favore della creazione dell’area delle Elevate professionalità”.
Le assunzioni più urgenti riguardano: consulenti amministrativi e sociali, dirigenti amministrativi, medici, funzionari informatici, funzionari sanitari, funzionari tecnici, e così via.
I bandi usciranno sui siti: www.inps.it/it/it/avvisi-bandi-e-fatturazione/fatturazione-concorsi.html, www.inpa.gov.it/ e www.lavorofacile.info.

5) C’È BISOGNO DI MECCATRONICI MA NON SI TROVANO

Ho sentito in una trasmissione televisiva che in Italia mancherebbero meccanici. Mi sono molto meravigliato perché sono convinto che si tratta un mestiere ormai a rischio viste le tante piccole officine che tirano giù la saracinesca.
Riccardo Masi - Per telefono da Roma

La crisi delle officine di autoriparazioni è reale ma non così drammatica. In difficoltà sono quelle che non hanno saputo mettersi al passo con i tempi e con i motori sempre più sofisticati prodotti dalle case costruttrici.
Di mezzo, tra questi e quelli montati fino a pochi anni fa, c’è un’era geologica. E, di conseguenza, come è accaduto in tanti altri settori, chi non ce la fa ad adeguarsi è destinato a restare inesorabilmente tagliato fuori.
La notizia della ricerca di meccanici è reale tanto che è stato calcolato che nel breve termine ne mancherebbero almeno 5.000, ovviamente qualificati e specializzati, da inserire nei reparti accettazione e riparazione.
Ma più che meccanici ormai si devono chiamare meccatronici in quanto devono sapersela cavare con l’elettronica e l’informatica. Tra l’altro, ai giovani il mestiere torna a piacere se è vero che, secondo un sondaggio, la maggioranza ritiene che questa professione riesca a garantire stabilità e sicurezza del posto di lavoro.

6) IL RUOLO DEL TUTOR DURANTE L’APPRENDISTATO

Spesso quando si parla di apprendistato, salta fuori la figura del tutor. Quali i suoi compiti? E chi può svolgerne le funzioni?
Bernardo Lisi - Per e-mail da Guidonia

Il tutor ha il compito di affiancare l’apprendista durante l’intero periodo dell’apprendistato. In particolare, deve trasmettere le competenze necessarie all’esercizio delle attività lavorative e favorire l’integrazione tra le iniziative formative interne e quelle esterne all’azienda. Alla fine, è chiamato ad esprimere un giudizio sulle competenze acquisite dall’apprendista. È sulla base di questo giudizio che il datore di lavoro rilascerà il relativo attestato.
La funzione di tutor può essere svolta da un dipendente qualificato espressamente designato dall’azienda. Oppure, nel caso di imprese con meno di 15 dipendenti e nelle imprese artigiane, può essere il titolare dell’impresa stessa, un socio o un familiare coadiuvante. Comunque, il tutor deve possedere un livello di inquadramento contrattuale pari o superiore a quello che l’apprendista conseguirà alla fine del periodo di apprendistato, deve svolgere attività lavorative coerenti con quelle dell’apprendista e deve avere almeno 3 anni di esperienza. Può affiancare, tranne che nelle imprese artigiane, non più di 5 apprendisti.

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