Giovedì, 04 Aprile 2024

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 5/2024

1) A chi rivolgersi per chiedere l’assegno di inclusione? 2) La durata e rinnovi del contratto stagionale. 3. Occhio alla truffa e-mail: l’ho evitata per un pelo. 4) Morti sul lavoro: il “decreto sicurezza” è la risposta giusta? 5) Mettere su un ristorante sembra facile, invece… 6) Okay, ti assumo però apri un conto corrente…

1) A CHI RIVOLGERSI PER CHIEDERE L’ASSEGNO DI INCLUSIONE?

Credo di avere i requisiti in regola per richiedere l’assegno di inclusione. Che cosa devo fare di preciso per ottenerlo? E a chi devo rivolgermi?
Celeste Mauri - Per e-mail da Roma

Il riferimento è l’Istituto nazionale di previdenza (Inps). In caso di difficoltà ci si può fare aiutare dai Caf che conoscono bene le procedure da seguire. Comunque, l’assegno è riconosciuto a uno dei componenti di un nucleo familiare il cui valore dell’Isee non deve essere superiore a 9.360 euro e il cui reddito familiare deve essere inferiore ai 6.000 euro l’anno.
Inoltre, il patrimonio immobiliare non deve superare i 150.000 euro e il patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti, e così via) non deve essere superiore a 6.000 euro per i nuclei formati da un solo componente, a 8.000 euro per i nuclei formati da due componenti, a 10.000 euro per i nuclei formati da tre o più componenti.
Questi massimali sono incrementati di 5.000 euro per ogni componente con disabilità e di 7.500 euro per ogni componente presente nel nucleo familiare in condizioni di disabilità grave e di non autosufficienza.
In più, il nucleo familiare non deve risultare proprietario di autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cv o di motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati per la prima volta nei 36 mesi antecedenti la richiesta.
Per maggiori dettagli clicca qui.
A tutt’oggi, i nuclei familiari che beneficiano dell’assegno di inclusione sono 550.000.

2) LA DURATA E I RINNOVI DEL CONTRATTO STAGIONALE

Ho risposto all’annuncio di una società che gestisce una struttura che d’estate richiama numerose persone. Pochi giorni dopo mi hanno chiamato per il colloquio al termine del quale mi hanno proposto un contratto stagionale di quattro mesi.
Mi hanno anche detto che dopo un breve periodo di pausa potrei anche essere richiamato. Mi farebbe piacere, però ho un dubbio: è prassi regolare aprire, chiudere e riaprire un rapporto di lavoro con la stessa persona? E se sì, il contratto resta sempre di tipo stagionale oppure…
Marcello D. - Per e-mail da Viterbo

Non avendo sotto gli occhi il testo del contratto, possiamo provare a ragionare solo sulla base delle indicazioni a disposizione. E allora: 1) per stipulare un contratto stagionale l’azienda in questione deve osservare un periodo di inattività di almeno 70 giorni continuativi o di 120 giorni non continuativi. In sostanza, se una struttura funziona con regolarità tutto l’anno non può stipulare contratti stagionali. È quanto stabilisce il decreto del presidente della Repubblica dell’11 luglio 1995, numero 378; 2) ferme restando queste condizioni, il contratto stagionale può essere rinnovato nel corso degli anni, a differenza – per esempio – del contratto a tempo determinato che non può andare oltre una durata massima di 24 mesi; 3) per quanto riguarda i livelli retributivi questi devono rifarsi ai contratti collettivi di lavoro; 4) all’atto della firma, quindi, è bene controllare se la mansione da svolgere corrisponde a quanto stabilito dal Ccnl.

3) OCCHIO ALLA TRUFFA VIA E-MAIL: L’HO EVITATA PER UN PELO

Solo per un pelo ho evitato che il mio conto in banca cadesse preda di truffatori che utilizzano la rete per colpire e sparire.
Voglio raccontare la mia esperienza per mettere in guardia chi ha dei risparmi depositati negli istituti di credito. Un giorno, sul telefonino, arriva un messaggio della mia banca che dice che è mi stata inviata la nuova carta di credito e che se voglio sapere a che punto è la pratica devo mettermi in contatto con una segreteria telefonica.
Ho seguito le indicazioni ma mi sono insospettito quando hanno cominciato a chiedermi il numero del conto corrente e altre informazioni riservate. Ho subito chiuso la comunicazione. Dopo un paio di settimane riecco lo stesso messaggio. Per saperne di più, sono passato in banca e mi hanno detto che si tratta di una truffa che negli ultimi tempi ha già fatto non poche vittime.
F. I. - Per telefono da Roma

È una truffa che viene codificata come “phishing” ed è, come dice una delle associazioni dei consumatori, la nuova frontiera delle frodi informatiche. Che si svolge proprio come il lettore ha descritto. Si riceve una e-mail, che pare proprio una comunicazione ufficiale della banca, con la quale si invita il destinatario e collegarsi con un link o a telefonare a un determinato numero. Da dove parte la richiesta di fornire le informazioni riservate, una volta ottenute le quali i truffatori sono in grado di effettuare operazioni bancarie ai danni del malcapitato.
Simile al “phishing” è il “vishing” con la differenza che anziché l’e-mail arriva direttamente una telefonata durante la quale l’interlocutore, che si spaccia per un impiegato della banca, chiede per una verifica dei dati i codici operativi del conto. Se riesce ad averli la truffa è andata a segno. Occhio!

4) MORTI SUL LAVORO: IL “DECRETO SICUREZZA” È LA RISPOSTA GIUSTA?

Sul lavoro si continua a morire, nonostante gli appelli del presidente Sergio Mattarella, gli ìmpegni annunciati dal governo e le denunce dei sindacati. Forse dobbiamo abituarci a considerare “normale” questa strage che si consuma quotidianamente in ogni parte d’Italia? Non dobbiamo rassegnarci…
Daniele Nardi - Per e-mail da Roma

All’indomani del grave incidente nel cantiere di Firenze dove hanno trovato la morte cinque operai, il ministro del Lavoro, Marina Calderone, ha presentato il 24 febbraio in Consiglio dei ministri un pacchetto sicurezza che è stato inserito tra i 48 articoli del nuovo Decreto legge sull’attuazione del Pnrr.
Tra i punti principali: una patente di 20 punti a scalare per le imprese che, nell’eventualità di più incidenti, rischiano fino alla sospensione delle attività; il raddoppio dei controlli; l’assunzione di 800 ispettori del lavoro destinati a potenziare l’organico dell’Inail; maggiori verifiche nell’assegnazione dei subappalti; sanzioni penali per il lavoro nero.
Gran parte di queste misure dovrebbero entrare in vigore a partire dal prossimo 1° ottobre.
Dai sindacati, soprattutto di Cgil e Uil, non sono mancate le critiche. Ha detto Maurizio Landini: “Dal governo sono arrivate risposte non all’altezza dei problemi”. E Pierpaolo Bombardieri: “Possibile che una vita valga 20 crediti? È un criterio inaccettabile”. Invece, per il segretario della Cisl, Luigi Sbarra, il decreto “è un primo passo. Però è necessario un confronto costante per arrivare a negoziare una strategia complessiva nazionale che porti a un patto di responsabilità su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”.
La patente a punti non ha convinto neanche le associazioni di categoria. Per la Cna “non è la risposta e non garantisce il rafforzamento della sicurezza”. Contraria Confartigianato che ha bocciato “il meccanismo farraginoso e pieno di incertezze”.

5) METTERE SU UN RISTORANTE SEMBRA FACILE, INVECE

Sembra che la ristorazione sia il settore che più tira in Italia. Se, infatti, un negozio di qualsiasi genere chiude ecco che subito apre qualcosa che ha comunque a che fare con il mangiare.
Mi viene da dire: all’anima della crisi! Quando c’è da sedersi intorno a un tavolo apparecchiato pare che non si badi a spese. Sono quasi tentato di buttarmi anch’io nella mischia: con un localino al posto giusto può essere la svolta della vita.
Emanuela Battisti - Per e-mail da Roma

La tendenza è sotto gli occhi di tutti. Del resto, i consumi degli italiani nei ristoranti continuano a crescere e il comparto gode di buona salute anche grazie a menù che non hanno rivali nel mondo. Non a caso il cibo è tra ciò che i turisti in visita nel nostro Paese gradiscono di più.
Ma attenzione perché non è tutto oro ciò che luccica. Secondo una ricerca che riguarda gli ultimi 10 anni, il saldo tra aperture e chiusure è ampiamente negativo.
Un dato su cui meditare perché, evidentemente, al boom delle persone che pranzano o cenano fuori casa ha fatto riscontro una complessiva diminuzione dei posti dove mangiare.
Così se in apparenza il mercato sembra facile, la realtà e poi tutta un’altra cosa. E non ci si può improvvisare. Come è stato sottolineato, molti ristoratori non sono stati in grado di leggere e interpretare i recenti cambiamenti economici, sociali e tecnologici e le nuove abitudini alimentari, rimettendoci anche un bel po’ di soldi.

6) OKAY, TI ASSUMO PERÒ APRI UN CONTO CORRENTE…

Ho ricevuto un'offerta da parte di una società e, successivamente, un contratto di lavoro. Il tutto senza sostenere un colloquio conoscitivo.
Dal momento che si tratta di un’azienda che opera nel campo del trasferimento di pagamenti, dovrei aprire anche un conto corrente. Mi stanno venendo molte perplessità…
A. F. - Per e-mail da Morino (L’Aquila)

Certamente suscita più di qualche dubbio un'offerta di impiego proveniente da una società che nemmeno vuole conoscere il futuro dipendente magari solo attraverso l’invio del curriculum.
A maggior ragione, visti i presupposti, c’è da diffidare di un preteso datore di lavoro che invita, per strette esigenze operative, ad aprire un conto corrente bancario. Le cronache dei raggiri e delle triangolazioni di quattrini sono ricche di episodi del genere.

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