Giovedì, 14 Marzo 2024

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 4/2024

1) Insegnanti e personale Ata: è la scuola dei precari. 2) Bonus asilo nido: le domande già dal 1° marzo. 3) Le agenzie del lavoro possono assumere a tempo indeterminato. 4) Si deve trasformare il welfare per garantire le pensioni? 5) Infortuni domestici: come si può essere risarciti. 6) Sulla corruzione continuiamo ad essere messi male.

1) INSEGNANTI E PERSONALE ATA: È LA SCUOLA DEI PRECARI

Sono un’insegnante precaria, nel senso che ogni anno non so se verrò confermata e dove. Sono abbastanza giovane e così non riesco ad avere quelle sicurezze che servono per fare tante cose compresa quella di mettere su famiglia.
Ogni anno spero sempre che i governi in carica possano risolvere il mio problema che è anche quello di tantissimi altri. Alla scuola, in una società moderna che guarda al futuro, spetterebbe un ruolo centrale. Avevo molto entusiasmo, adesso non ne ho più…
G. V. - Per telefono da Roma

Non è la prima segnalazione che ci arriva dal mondo delle aule. È vero che qualcosa si è mosso con l’annuncio di concorsi per il rafforzamento del personale e per la riduzione dei contratti a tempo determinato ma nel frattempo la situazione è quella appena descritta.
Del resto, proprio poche settimane fa è stato reso noto un rapporto della Uil Scuola di Roma e del Lazio che mette nero su bianco le cifre di una situazione preoccupante. Per esempio, il 23,2% degli insegnanti ha un contratto a tempo determinato (12,4% dieci anni fa): vale a dire che quasi un quarto di coloro che salgono in cattedra è precario, con le implicazioni descritte da G. V. ma anche con le ricadute negative sui metodi di studio perché le alunne e gli alunni iniziano un programma con un docente e magari l’anno successivo con un altro con ripercussioni pesanti sull’apprendimento.
Secondo il segretario generale della Uil Scuola, Giuseppe d’Aprile, si deve prendere atto che “il sistema di reclutamento, comprese le numerose procedure concorsuali e le politiche di investimento nei riguardi del precariato attuate finora sono state fallimentari… La strada giusta non è tagliare le risorse per far quadrare i conti del bilancio, ma investire sulla scuola per garantire stabilità al personale interessato… Senza tutto ciò si pregiudicano inevitabilmente le sorti delle nuove generazioni e, quindi, del nostro Paese”.
Lo stesso vale per il personale Ata (amministrativi, assistenti tecnici, bidelli, collaboratori scolastici, cuochi, direttori servizi generali, infermieri…): nel 2015 fa il precariato coinvolgeva 26.402 figure professionali, dieci anni dopo 50.421. In sostanza, nel tempo la stabilizzazione non ha coperto nemmeno il turn-over.

2) BONUS ASILO NIDO: LE DOMANDE GIÀ DALL'INIZIO DI MARZO

Ho un bambino di 5 anni che frequenta l’asilo. Ho letto che posso richiedere un bonus che mi farebbe moto comodo perché per chi vive di stipendio arrivare alla fine del mese non è facile. Come stanno le cose?
Valentina Bonomi - Per e-mail da Roma

Da pochi giorni, dall’inizio di marzo, si possono presentare le domande per il bonus nido 2004. Si tratta di un contributo, tra i 1.500 e i 3.000 euro annui, per i nuclei familiari che abbiano almeno un figlio al di sotto dei 10 anni e un Isee tra i 25.000 euro e oltre i 40.000 euro l’anno.
Il bonus vale per il pagamento delle rette degli asili nido, pubblici e privati, e per forme di supporto domiciliare per bambini di meno di 3 anni affetti da gravi patologie croniche.
Più nel dettaglio, 3.000 euro annui spettano a chi ha l’Isee inferiore ai 25.000 euro l’anno; 2,500 euro annui se l’Isee è tra i 25.000 e i 40.000 euro l’anno; 1.500 euro annui se l’Isee è oltre i 40.000 euro l’anno.
Secondo Altroconsumo, si tratta di somme insufficienti per arrivare al cosiddetto “asilo gratis” perché, soprattutto nelle grandi città, la spesa per le famiglie può arrivare anche a 700-800 euro al mese. Insomma, il contributo coprirebbe i costi solo intorno al 30%.
Maggiori informazioni sul sito dell’Inps: www.inps.it. Ed è sempre qui che va presentata la domanda.

3) LE AGENZIE LAVORO POSSONO ASSUMERE A TEMPO INDETERMINATO

In seguito alla ricerca di personale di un’azienda ho avuto un colloquio presso una nota agenzia per il lavoro. Ad un certo punto mi hanno prospettato la possibilità di un’assunzione a tempo indeterminato ma non da parte dell’azienda in questione ma direttamente da parte della loro struttura.
Lì per lì l’offerta mi ha sorpreso nella convinzione che il compito delle agenzie fosse quello di mettere in contatto chi cerca con chi offre un impiego. Mi hanno spiegato che non è solo più così in quanto la loro attività si è molto ampliata rispetto ai primi anni.
Il punto è che l’azienda presso la quale poi ho cominciato a lavorare mi terrà in servizio per otto mesi. E allora? Dopo che cosa succede? Vorrei avere delle rassicurazioni.
Enrico L. - Per e-mail da Roma

Ciò che ha detto l’agenzia per il lavoro è corretto. Infatti – come ci pare sia avvenuto – il contratto a tempo indeterminato è stato firmato con la stessa agenzia che ha poi provveduto a rispondere alla richiesta dell’azienda.
Che cosa succede dopo gli otto mesi? Succede che si resta a carico dell’agenzia che si darà da fare per trovare a quello che è ormai un suo dipendente un’altra sistemazione. È evidente che questo tipo di trattamento riguarda soprattutto i profili professionali di cui il mercato del lavoro ha più bisogno in modo che, conclusa una prima fase, se ne possa aprire rapidamente una seconda, e così via.
Secondo Assolavoro, che è l’associazione nazionale di categoria delle agenzie, in 12 mesi su 120.000 occupati con questa formula sono stati 18.300 quelli che non sono stati confermati. Ma di questi, il 70% ha presto ritrovato un posto a tempo indeterminato, il 27% un altro posto a tempo determinato e solo il 3% è ancora in attesa di una soluzione.

4) SI DEVE TRAFORMARE IL WELFARE PER GARANTIRE LE PENSIONI?

Per chi ha cominciato da poco a lavorare raggiungere la pensione rischia di essere una chimera. E non solo, perché da quello che si dice lo Stato potrebbe trovarsi persino in difficoltà a pagarle. Aiuto!
Carlo De Angelis - Per e-mail da Roma

È stato scritto che l’invecchiamento della popolazione è come una bomba a orologeria che avvicina sempre di più il momento in cui la spesa pubblica, tra pensioni, sanità e assistenza, non sarà più sostenibile.
Ha detto Stefania Radoccia, managing partner di Ernst & Young Tax & Legal in Italia, che “nei prossimi dieci anni smetteranno di lavorare 3.5 milioni di persone per raggiunti limiti di età. Visti i numeri attuali della demografia, con le nascite in continuo calo, per sostituire chi andrà in pensione sarà necessario includere nel mercato del lavoro 2,3 milioni di donne e 1,2 milioni di giovani, un obiettivo che per essere raggiunto richiede un fondamentale cambio di paradigma del sistema di welfare”.
In altri termini, rendere più solido e competitivo il mercato del lavoro per metterlo in grado di assumere e trattenere i talenti, in modo da consentire alle aziende di intervenire a sostegno del welfare laddove il sistema pubblico non riuscirà più ad arrivare.
Un obiettivo che per farlo diventare realtà richiederebbe la convinzione e la collaborazione tra tutte le parti sociali. Trasformare il welfare non è uno scherzo, e del resto bisognerà pure cominciare a pensarci se si vogliono dare più certezze ai giovani di oggi che saranno i pensionati di domani.

5) INFORTUNI DOMESTICI: COME SI PUÒ ESSERE RISARCITI

Se si ha un infortunio in ambito domestico in che modo si può essere risarciti? E che cosa occorre fare per godere di questa tutela? Una mia amica è caduta mentre svolgeva delle faccende domestiche. Non si è fatta granché male ma non ha ricevuto nessuna indennità e nessuno si è fatto vivo.
Luisella Riccardi - Per telefono da Roma

La Legge 493/1999 (assicurazione contro gli infortuni domestici) tutela il lavoro svolto in via non occasionale, gratuitamente e senza vincolo di subordinazione, e lo equipara – per il suo valore sociale ed economico – alle altre forme di lavoro.
Ciò vale se l’infortunio domestico avviene nell’abitazione in cui vive l’assicurato, comprese le pertinenze (soffitte, cantine, giardini, balconi) e le parti comuni (terrazze, scale, androni). Anche il luogo dove si trascorrono le vacanze è considerato pari all’abitazione, purché si trovi sul territorio nazionale. L’assicurazione tutela anche gli infortuni avvenuti in attività connesse alla cura di animali domestici e a interventi di piccola manutenzione (idraulici, elettrici e così via) che non richiedono una particolare preparazione tecnica e che rientrano nell’ormai diffusa abitudine del fai-da-te.
Si ha diritto alle prestazioni economiche se l’inabilità permanente riconosciuta è tra il 27% e il 100% o se l’infortunio ha avuto come conseguenza la morte.
Si sarà notato che in queste indicazioni si parla di assicurato e di assicurazione, vale a dire che le tutele entrano in vigore se si è stipulata con l’Inail una polizza contro gli infortuni domestici che costa pochi euro l’anno.

6) SULLA CORRUZIONE CONTINUIAMO AD ESSERE MESSI MALE

A che punto siamo con la corruzione? Sono convinto che, riducendo il fenomeno, l'economia ne ricaverebbe un grande giovamento con il conseguente rilancio dei posti di lavoro.
Sono anni che si discute di come diventare un po' più virtuosi e credo che qualche passo in avanti sia stato fatto. Però non mi pare che ci sia stata una svolta decisiva...
F. R: - Per e-mail da Latina

I dati continuano a non essere molto incoraggianti. L'Italia resta, infatti, tra i Paesi ritenuti più corrotti, tanto che tra i 27 membri dell’Unione europea occupa il 17° posto. A livello mondiale è al 42° posto su 180 Paesi.
La nazione con l'indice di corruzione più basso è la Finlandia, seguita da Danimarca, Nuova Zelanda, Svezia, Australia, Canada, Svizzera e Norvegia.
Qualche anno fa. Il sociologo e politologo Luca Ricolfi ha detto che "una società corrotta non può essere né libera, né giusta, né aperta".

Letto 147 volte Ultima modifica il Giovedì, 14 Marzo 2024 19:31

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