Giovedì, 22 Febbraio 2024

L’Editoriale. Se anche Bankitalia chiede stipendi più alti

Parlando al 30° Forex, l’associazione degli esperti dei mercati finanziari, il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha detto che “la probabilità che un ipotetico rafforzamento della dinamica salariale dia il via a una tardiva rincorsa salari-prezzi è piuttosto esegua”. Quindi “un qualche recupero del potere d’acquisto dei salari è fisiologico e potrà sostenere i consumi e la ripresa dell’economia”.
Più terra terra: le buste paga andrebbero aumentate se si vuole dare una spinta al rilancio del Paese. Ebbene, tranne qualche resoconto apparso sui quotidiani, sulle frasi di Panetta è rapidamente calato il silenzio. Nessuno se l’è sentita di riprendere l’argomento così che a riproporre il tema sono stati i sindacati che hanno tra le mani il rinnovo di contratti, fermi dal 2019, che riguardano quasi 3,5 milioni di persone

Vale la pena ricordare che i lavoratori italiani guadagnano circa 3.700 euro l’anno in meno della media europea e oltre 8.000 euro in meno rispetto alla media di quelli tedeschi. In quest’ambito, si è provato invano a fissare i livelli del salario minimo per superare il muro dietro al quale si trovano non poche categorie che, pure con un Ccnl in tasca, spesso sono al limite della sopravvivenza. Ciò per sottolineare ancora una volta come intorno all’esternazione del governatore della Banca d’Italia si poteva, si può e si deve aprire un serio dibattito.

Notizie positive, invece, arrivano dal versante delle opportunità di lavoro. Nelle pagine di questo numero della rivista, e quotidianamente sul nostro sito, se ne possono trovare tante e per diverse figure professionali. A offrirle ci sono le aziende che operano sulle strade (Anas, Autogrill e Autostrade per l’Italia) e negli scali (Aeroporti di Roma), ma anche il comparto dell’alberghiero, Monte dei Paschi di Siena e Zoomarine. Pure i concorsi pubblici sono saliti alla ribalta con l’Agenzia delle Dogane e il ministero dell’Interno che hanno bisogno di funzionari e vice-ispettori.

Un bel “pacchetto” rafforzato ulteriormente da Birra Peroni, Hera, Italgas, Ntv-Italo, Poste Italiane, Ryanair, Sicuritalia, e così via.
Ma resta il problema di cui si è detto all’inizio. Se gli stipendi non aumentano anche la ripresa dell’Italia rischia di camminare a passo di lumaca.

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