Giovedì, 22 Febbraio 2024

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 3/2024

1) Quel treno per Sanremo e i guai dei pendolari. 2) Si può cambiare d’ufficio l’orario di lavoro? 3) Il Lazio tra boom e difficoltà: come stanno le cose? 4) Il bonus mamme: a chi spetta e come richiederlo. 5) Si può multare il dipendente che commette un errore? 6) L’hotel ristruttura e intanto i dipendenti… pagano.

1) QUEL TRENO PER SANREMO E I GUAI DEI PENDOLARI

Ho letto del Frecciarossa 1000 con il quale il 4 febbraio le Ferrovie dello Stato hanno portato da Roma a Sanremo dirigenti Rai, giornalisti e tecnici per il festival della canzone. Tutto è andato più che bene tanto che l’arrivo è avvenuto persino 18 minuti prima rispetto all’orario previsto.
Ora va bene che Sanremo è sempre Sanremo e che l’Italia si è quasi sempre fermata per seguire davanti ai teleschermi la diretta della competizione canora, ma mi sia consentito – e non voglio fare demagogia – di pensare ai tanti pendolari che ogni mattina sono alle prese con ritardi, treni che saltano, e così via. Ne so qualcosa per esperienza diretta perché per lavoro utilizzo quotidianamente la linea Viterbo-Roma…
Mauro C. - Per telefono da Civitacastellana

La conversazione con il lettore è stata piuttosto lunga, con un’infinità di dettagli sui disservizi che sono simili a quelli che capitano sulle linee di cui si servono coloro che vivono nei centri intorno alle grandi città.
Il Frecciarossa dedicato a Sanremo 2024, che aveva a bordo, tra gli altri, l’amministratore delegato di Trenitalia, Luigi Corradi, e il direttore generale della Rai, Giampaolo Rossi, è stata essenzialmente un’operazione di marketing perché ha consentito a Fs di presentare il nuovo convoglio ad alta velocità costruito con leghe leggere riciclabili al 97% e motori elettrici in grado di ridurre al minimo il consumo di energia (-30% rispetto ai treni della precedente generazione).
Nei mesi scorsi, l’azienda ha annunciato più volte l’impegno per rendere meno problematica la vita dei pendolari. Qualcosa è stato già fatto ma molto resta da fare. La speranza è che l’iniziativa Sanremo possa accelerare i tempi dei miglioramenti promessi.

2) SI PUÒ CAMBIARE D’UFFICIO L’ORARIO DI LAVORO?

Da qualche tempo la direzione dell’ufficio presso il quale lavoro da un paio d’anni mi ha cambiato gli orari, spesso spezzandomeli tra mattina e pomeriggio. All’inizio ho pensato a circostanze contingenti. Siccome la cosa si prolunga, e ne sta andando di mezzo la mia vita familiare, come devo comportarmi?
R. S. - Per telefono da Roma

La bussola di riferimento è sempre il contratto di lavoro, dove sono indicati i diritti e i doveri delle due parti contraenti, cioè l’azienda e il dipendente.
Tutto, naturalmente, può essere modificato ma occorre rinegoziare il rapporto e, soprattutto, è necessario che ci sia l’accordo dell’interessato. Questo perché, per improcrastinabili ragioni, che comunque devono essere sempre motivate, il ciclo produttivo può cambiare e di conseguenza l’ufficio del personale non può non adeguare i turni alle nuove necessità.
Niente di male. Solo che non si può procedere d’imperio. Altrimenti ci sono le basi per avviare una vertenza davanti al Giudice.

3) IL LAZIO TRA BOOM E DIFFICOLTÀ: COME STANNO LE COSE?

Perché “Lavoro Facile” ha parlato di boom dell’economia di Roma quando il Centro studi di Intesa Sanpaolo ha pubblicato un rapporto che va in tutt’altra direzione?
Se le cose vanno bene è giusto metterle in rilievo però non bisogna nasconderle quando vanno male.
Corrado Martini - Per e-mail da Roma

Il riferimento è alla rubrica “Parliamone” comparsa nel numero 2 della nostra rivista online. Nel titolo, il “boom” era legato ai dati sul turismo che l’anno scorso hanno stabilito il primato storico per quanto riguarda la presenza dei visitatori. Il che, in vista del Giubileo, è di buon auspicio per quanto riguarda l’insieme delle attività legate all’industria dell’accoglienza. Contemporaneamente, non si è però mancato di sottolineare la diffusione di troppi “contratti poveri” che penalizzano soprattutto i giovani.
Dal canto suo, Intesa Sanpaolo, nel passare in rassegna i risultati delle esportazioni nei primi nove mesi del 2023, ha messo in rilievo le perdite registrate nel Lazio da alcuni settori tecnologici, come il farmaceutico (-9,4%) e le telecomunicazioni (-25%), che hanno subito le flessioni più marcate sui mercati di Stati Uniti, Svezia, Gran Bretagna, Belgio e Arabia Saudita.
Però, secondo Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, il farmaceutico “non ha nulla da temere e già quest’anno riprenderà il trend di crescita”.
E se per l’economista Innocenzo Cipolletta “è decisivo riprendere in mano l’iniziativa e portare di nuovo il Lazio ai primi posti nazionali per dinamismo, produttività e flessibilità delle imprese”, per Renato Gabrielli, responsabile della direzione Lazio di Intesa Sanpaolo, “l’Ict è un settore chiave nella transizione tecnologica e il farmaceutico può cogliere opportunità quali l’aumento della prevenzione, l’invecchiamento della popolazione, la diffusione dei mercati emergenti”.
Insomma, luci e ombre. Così se tra le luci c’è il boom del turismo, non vanno sottovalutate le nubi che si sono addensate su altri comparti. Per esempio, quello della ceramica di Civita Castellana è scivolato indietro del 17,6%.

4) IL BONUS MAMME: A CHI SPETTA E COME RICHIEDERLO

Chi è che può ricevere il “bonus mamme”? Come richiederlo? In che cosa consiste dal punto di visto economico? Vi accludo i miei dati: potete dirmi se ne ho diritto?
Giulia S. - Per e-mail da Roma

Sì, la signora Giulia ha senz’altro diritto al “bonus mamme”: per riceverlo può rivolgersi direttamente al suo datore di lavoro oppure fare domanda attraverso il portale dell’Inps, non appena sarà stata attivata la procedura (tra pochi giorni).
Di che cosa si tratta? La legge di Bilancio 2024 ha previsto l’esonero della contribuzione previdenziale (9,19% della retribuzione), fino a un massimo di 3.000 euro l’anno, per le lavoratrici che hanno almeno 3 figli. Per quest’anno, in via sperimentale, il bonus spetta anche alle mamme di 2 figli.
L’agevolazione, spiega l’Inps, riguarda le dipendenti sia del settore pubblico che del privato con contratto a tempo indeterminato, di somministrazione o di apprendistato.
La misura resta in vigore fino al compimento del 10° anno per il secondo figlio e fino al 18° anno per il terzo figlio.
Per leggere il testo integrale del provvedimento clicca qui

5) SI PUÒ MULTARE IL DIPENDENTE CHE COMMETTE UN ERRORE?

Lavoro presso uno studio notarile come impiegata di IV livello. Negli ultimi tempi, a causa del comportamento maldestro di alcune colleghe, sono stati commessi degli errori in seguito ai quali il notaio è stato chiamato a pagare delle multe, anche consistenti. Giustamente – e questo glielo riconosco – si è arrabbiato indistintamente con tutte noi, pretendendo maggiore attenzione. Nel contempo, però, ci ha chiesto di stipulare un’assicurazione perché, nell’eventualità di nuovi errori e di nuove multe, ciascuna di noi ne avrebbe risposto di persona.
Io non credo che si possa pretendere questo da noi dipendenti. Comunque, dalle parole si è passati rapidamente ai fatti. Lo scorso mese ci è stato pagato lo stipendio in contanti e a quella collega che aveva commesso gli errori sono stati trattenuti mille euro, cioè l’importo della multa.
La mia domanda è questa: può il datore di lavoro pretendere un risarcimento economico da una sua dipendente? Può scalare dei soldi dalla busta paga? Se anch’io mi dovessi trovare in una situazione simile come dovrei comportarmi?
M. M. - Per e-mail da Roma

Il rischio dell'attività ricade solo sul datore di lavoro e non certamente sui dipendenti, che altrimenti non sarebbero tali. Uno dei cardini del lavoro imprenditoriale è, infatti, l'assunzione del rischio commerciale a proprio carico. Uno studio notarile è un’attività professionale e non un’impresa commerciale, ma recenti innovazioni legislative stanno avvicinando sempre più il mondo dei professionisti a quello del commercio, anche per le regole dettate in materia.
Ad ogni modo il rischio resta sempre sul datore di lavoro, il quale – in caso di gravi mancanze dei dipendenti – può al più erogare delle sanzioni disciplinari (rispettando quanto previsto nel Ccnl di riferimento), tra le quali rientra anche la possibilità di addebitare delle multe, ai sensi dell'art. 7 comma 4 della L. 300/1970 (Statuto dei lavoratori). L’importo relativo può essere trattenuto in busta paga ma lo stesso non rappresenta un risarcimento dei danni e viene devoluto agli enti previdenziali ed assistenziali.

6) L’HOTEL RISTRUTTURA E INTANTO I DIPENDENTI… PAGANO

Lavoro in un hotel. Il proprietario ha chiesto ad alcuni di noi, dovendo trovare i soldi per affrontare urgenti spese di ristrutturazione, una minore presenza, il che significa buste paga più leggere. Può farlo?
R. B. - Per telefono da Roma

Se ci sono dei contratti firmati dal datore di lavoro e dai dipendenti è a quelli che bisogna attenersi. Vale a dire che i parametri non si possono cambiare dall’oggi al domani. Certo, si possono modificare ma attraverso le procedure previste dalla legge. Quindi, l’invito alla riduzione dell’orario di lavoro – in assenza di altri elementi di giudizio – sembra non ricevibile.

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