Giovedì, 11 Gennaio 2024

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 1/2024

1. Perché è ancora fermo l’accordo tra Ita e Lufthansa 2. Mattarella e le morti sul lavoro: “scandalo inaccettabile” 3. Si può viincere un concorso e restare con un palmo di naso? 4. Per le concessioni balneari rinvio sempre a portata di mano 5. Nel settore privato l’occupazione è fiacca 6. La strada per trovare un posto: a quali porte bussare?

PERCHÉ È ANCORA FERMO L’ACCORDO TRA ITA E LUFTHANSA?

Pochi giorni fa per qualche giorno di vacanza a Parigi ho preso un volo di Ita, la nostra ex compagnia di bandiera. Tutto bene, orari rispettati, cortesia a bordo. Ho chiesto ad una hostess se era contenta dell’accordo con Lufthansa. Mi ha risposto di non saperne nulla e che, comunque, tra il personale c’è un po’ di preoccupazione per ciò che potrebbe accadere.
Ma non era tutto fatto? E non c’era un piano non solo per mantenere tutti i posti di lavoro ma per recuperare via via anche chi è stato messo in cassa integrazione?
S. M. - Per e-mail da Roma

Lo scorso novembre è stata notificata alla Commissione europea l’acquisizione da parte di Lufthansa di una quota di minoranza (41%) di Ita Airways e da allora si è in attesa del via libera. La procedura va a rilento perché alcune compagnie concorrenti hanno sollevato delle obiezioni sull’intera operazione e lo stesso ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha detto che la conclusione definitiva della vicenda non si avrà prima del prossimo maggio.
L’accordo prevede, appunto, l’acquisizione subito da parte dei tedeschi del 41% della società italiana per 325 milioni di euro e successivamente di altre quote fino ad ottenere la maggioranza assoluta.
Bruxelles dovrebbe pronunciarsi sulla fusione entro questo mese dopo avere esaminato i rilievi sollevati in merito alla correttezza delle clausole dell’accordo che – secondo i critici – violerebbero i principi della concorrenza. Poi la Commissione ha altri 90 giorni per prendere la decisione definitiva.
In cassa integrazione fino al 31 ottobre 2024 si trovano 2.669 dipendenti della ex Alitalia.
Ita Airways ha chiuso il 2023 in pareggio operativo, ma da quando la società è operativa le perdite dovrebbero attestarsi intorno ai 450 milioni di euro.
Intanto, Lufthansa ha acquistato il 26% delle quote di Air Dolomiti che conta di ampliare il raggio d’azione nel Sud Italia (Bari e Pescara).

MATTARELLA E LE MORTI SUL LAVORO: “SCANDALO INACCETTABILE”

I morti sul lavoro non fanno più notizia, eppure gli incidenti continuano ovunque soprattutto nel settore dell’edilizia. Ci si abitua a tutto, così come alle stragi provocati dalle guerre (Israele, Gaza, Ucraina, e così via).
Con l’inizio dell’anno nuovo voglio ricordare i tanti che hanno perso la vita per guadagnarsi uno stipendio e sperare che ci siano più controlli nei cantieri per fermare queste tragedie.
Costantino Mei - Per e-mail da Roma

Nei primi 9 mesi del 2023 le morti sul lavoro sono state 761, 29 in meno rispetto allo stesso periodo del 2022. Vale a dire che ogni giorno sono uscite di casa e non sono più tornate più di 3 persone. Un’autentica strage.
Le denunce per infortunio sono state quasi 400.000 (-20,9%).
Sono dati che non tengono conto dei lavoratori non assicurati con l’Inail e dei lavoratori irregolari che, quindi, non rientrano nei dati resi noti dall’Istituto. In sostanza, le cosiddette morti bianche sono molto di più.
I rimedi sono sempre gli stessi: più formazione, rispetto delle norme di sicurezza, maggiori verifiche da parte degli ispettori. Ma spesso si preferisce voltare la testa dall’altra parte.
Il presidente Sergio Mattarella recentemente ha detto che “l’intollerabile e dolorosa progressione delle morti e degli incidenti sul lavoro sollecita una urgente e rigorosa ricognizione sulle condizioni di sicurezza nelle quali si trovano a operare i lavoratori. Morire in fabbrica, nei campi, in qualsiasi luogo di lavoro è uno scandalo inaccettabile per un Paese civile, un fardello insopportabile per le nostre coscienze, soprattutto quando dietro agli incidenti si scopre la mancata o la non corretta applicazione di norme e procedure. La sicurezza non è un costo né tantomeno un lusso: ma un dovere cui corrisponde un diritto inalienabile di ogni persona. Occorre un impegno corale di istituzioni, aziende, sindacati, lavoratori, luoghi di formazione affinché si diffonda ovunque una vera cultura della prevenzione”.

SI PUÒ VINCERE UN CONCORSO E RESTARE CON UN PALMO DI NASO?

In uno dei numeri scorsi di “Lavoro Facile” ho letto che, una volta vinto un concorso pubblico, l’assunzione non è automatica. È possibile?
Rosalba Piccinini - Per e-mail da Roma

È proprio così. Se, per esempio, un Ente dello Stato bandisce un concorso e quindi lo fa svolgere fino alla elaborazione della graduatoria finale, ma poi quello stesso Ente scopre di non avere in cassa i soldi per pagare gli stipendi, l’immissione in ruolo dei vincitori può anche slittare.
Naturalmente ciò non significa l’annullamento dell’iniziativa ma un rinvio dei tempi di attuazione. La graduatoria resta valida e, risolte le difficoltà economiche, l’iter tornerà a prendere il suo corso, e le assunzioni previste potranno essere effettuate.

PER LE CONCESSIONI BALNEARI RINVIO SEMPRE A PORTATA DI MANO

L’estate è ancora lontana e non è tempo di spiagge e di stabilimenti. Ma resta in piedi il problema delle concessioni balneari per il quale l’Unione europea ci ha chiesto l’adeguamento alle regole della libera concorrenza.
Non troppo tempo fa sembrava che dovesse venire giù il mondo con proteste e veti incrociati da parte degli addetti ai lavori. Poi è sceso il silenzio. Forse non se ne parla più perché l’Ue ha ritirato la sua direttiva? Come stanno le cose? Non vorrei che con la prossima stagione ci si ritrovasse con il blocco dell’accesso al mare, la rivolta dei proprietari degli stabilimenti e quant’altro.
Carla Poggiani - Per e-mail da Roma

La direttiva europea sulla libera concorrenza dice che dobbiamo metterci in regola entro il 31 dicembre di quest’anno: quindi – come dire? – la prossima estate è “salva”. Resta però da sciogliere il nodo delle concessioni che è piuttosto intricato, anche perché ci sono in ballo interessi di non poco conto, che poi sono quelli di chi ha in gestione le spiagge e che negli anni ha investito nell’attività soldi e impegno.
Si era cominciato a discutere di rimborsi, di mappatura delle nostre coste, di corsie privilegiate o meno. E nel frattempo alcuni Comuni (per esempio, quelli di Ravenna, Rimini e di altre località della Riviera Romagnola) hanno avviato le procedure per le gare d’appalto.
Nel corso del Consiglio dei ministri con il quale il 28 dicembre è stato varato il decreto Milleproroghe, il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, avrebbe voluto che venisse approvata una norma per il prolungamento delle concessioni con la quale, appunto, scavalcare la data del 31 dicembre. Non se n’è fatto nulla ma i Comuni che già si sono mossi sono stati invitati “a evitare iniziative disomogenee che potrebbero avere ripercussioni negative sul sistema economico e sociale legato alle concessioni per finalità turistiche e ricreative, utilizzando le facoltà previste a legislazione vigente in relazione alla sussistenza di ragioni oggettive che impediscono lo svolgimento delle procedure di affidamento entro i termini normalmente previsti”.
Alla faccia del burocratese… ma la nota vuole dire: fermi tutti in attesa che venga approvata una normativa nazionale che regoli l’assegnazione delle concessioni demaniali. In sostanza, un altro rinvio. Ne vedremo ancora delle belle.

NEL SETTORE PRIVATO L’OCCUPAZIONE È FIACCA (-0,3%)

Quali sono gli ultimi dati dell’occupazione nel settore privato? Non dovrebbero andare benissimo, almeno alla luce della mia esperienza: avevo un lavoro a tempo determinato e alla scadenza niente rinnovo.
Marco - Per e-mail da Viterbo

La rilevazione più recente resa nota dall’Inps si riferisce ai primi 9 mesi di quest’anno. Nel corso di questo periodo le assunzioni sono state 6.272.000, in leggera flessione rispetto al 2022 (-0,3%).
Di meno i contratti a tempo determinato/somministrazione (-7%), quelli a tempo indeterminato (-5%) e l’apprendistato (-4%). In crescita il lavoro intermittente (+4%) e quello di tipo stagionale (+2%). In sensibile discesa la conferma degli apprendisti (-17%).
Qualche parola va spesa per il lavoro occasionale (Cpo) che ha riguardato 18.000 persone (+22%). In questo caso l’importo medio mensile della retribuzione lorda è stato pari a 248 euro. Il contratto di prestazione occasionale è rivolto a diverse categorie di lavoratori per attività sporadiche e saltuarie nel rispetto delle norme in vigore.

LA STRADA PER TROVARE UN POSTO: A QUALI PORTE BUSSARE?

Per cercare lavoro mi sono rivolta un po’ a tutti e ho lasciato in giro decine e decine di domande. Mi sono iscritta anche a uno dei concorsi segnalati proprio da “Lavoro Facile” e sono in attesa di cominciare le prove.
Siccome mi sono arrivate pochissime risposte, qual è la strada migliore da seguire per trovare un posto? Quali le porte alle quali bussare?
Ritanna Ponti - Per e-mail da Roma

Quello della mancata risposta all'invio del curriculum è una brutta abitudine di molti uffici del personale. In Inghilterra, in Francia e in Germania – tanto per citare alcuni Paesi a noi più vicini – difficilmente succede. Eppure, basterebbe davvero poco per segnalare l'arrivo della segnalazione e riservarsi l'eventualità o meno di un colloquio.
Per quanto si riferisce al percorso più proficuo attraverso il quale "veicolare" la ricerca di un impiego, in testa alle possibilità resta – malgrado lo sviluppo delle tecnologie relative alla comunicazione – il passaparola, seguito dai concorsi (in progressivo calo), dalle agenzie per il lavoro (in progressiva crescita) e dai centri per l'impiego. Un buon riscontro continua ad avere la lettura degli annunci pubblicati dai giornali specializzati e dalle loro pagine on line.
Per rendere più propositivi e attivi i centri per l'impiego da tempo si parla di una profonda riforma in modo da legarli sempre di più alle esigenze reali del mercato del lavoro, sia per quanto riguarda l'offerta che la domanda.

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