Giovedì, 14 Settembre 2023

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 11/2023

1) Quei contratti stagionali che somigliano alla schiavitù 2) Buste paga: come si può vivere con 900 euro al mese? 3) Per le collaboratrici domestiche troppi i rapporti in nero 4) Sono ancora una vera guerra gli incidenti sul lavoro 5) Perché il silenzio delle aziende dopo l’invio del curriculum? 6) Se una e-mail ti dice che hai vinto dei soldi. occhio è una truffa

1) QUEI CONTRATTI STAGIONALI CHE SOMIGLIANO ALLA SCHIAVITÙ

Perché non fate un’inchiesta in merito a come, questa estate, si è lavorato in tanti bar, resort, ristoranti, villaggi vacanze, e così via? E di conseguenza, quali contratti sono stati applicati e quale è stato il livello delle retribuzioni? Ne scoprireste delle belle…
Angela R. - Per e-mail da Roma

Sulle offerte di lavoro stagionali si è scritto molto, sia per descrivere le figure più ricercate sia per ricordare le garanzie e le tutele che, comunque, dovrebbero essere alla base di questo tipo di attività.
Rispetto al periodo caratterizzato dal Covid, quest’anno c’è stato un forte aumento della ricerca di personale che, in parte, non è stato trovato. A lamentarsi sono state soprattutto le aziende più direttamente impegnate sul versante del turismo che hanno faticato a reperire camerieri ai piani, camerieri di sala, portieri di notte e receptionist. Ma all’appello sono mancati anche addetti alle caffetterie, addetti alle pulizie, cuochi e aiuto cuochi.
Nelle grandi città, come Roma, per esempio, numerosi cartelli “cercasi” sono rimasti affissi per settimane sulle vetrine di tanti negozi. Ne abbiamo chiesto il motivo, e spesso ci è stato risposto che siccome bisognava lavorare anche il sabato e la domenica allora – ecco le risposte – meglio continuare a guardarsi in giro.
È stato chiamato in causa anche il reddito di cittadinanza, nel senso che non pochi dei percettori sarebbero stati pure disponibili ma in cambio del pagamento in nero, in modo da sommare le due entrate. Oppure, di fronte ai bassi compensi, sarebbe scattato il “chi me lo fa fare” tanto posso contare sull’assegno che mi arriva dallo Stato.
Tutto vero e, contemporaneamente, tutto falso. Certo, il reddito di cittadinanza ha anche favorito distorsioni come quelle di cui si è appena detto, ma non c’è dubbio che gli impegni stagionali in diverse strutture dell’ospitalità non di rado di svolgono in condizioni intollerabili: contratti approssimativi, orari e turni al di fuori della norma, straordinari e notturni non riconosciuti, parte della retribuzione in nero per pagare meno tasse e contributi previdenziali.
Secondo l’Ispettorato nazionale del lavoro, su 9.408 controlli effettuati nella ristorazione e nei servizi di alloggio il 73,4% si è concluso con l’accertamento di varie irregolarità. In sostanza, come ha sottolineato Valerio Beltrami, presidente nazionale dell’associazione dei maitre italiani, “il problema non è che mancano gli stagionali, è che mancano le persone disponibili a fere gli schiavi per sei mesi”.
Qualcosa nell’organizzazione del lavoro di questi comparti sta cambiando grazie a gruppi sempre più numerosi di imprenditori che hanno capito che il turismo è una cosa seria che non può essere gestito senza professionalità e solo con la logica del massimo profitto. Ma il percorso è ancora lungo.

2) BUSTE PAGA: COME SI PUÒ VIVERE CON 900 EURO AL MESE?

Quando si leggono i dati sull’occupazione bisognerebbe fare più attenzione alla loro “qualità”: voglio dire che uno più uno non sempre fa due, perché se per le statistiche basta avere un contratto per rientrare nella casella di chi ogni mese riesce a portarsi a casa uno stipendio però poi poco si parla del livello delle buste paga.
È il tema del cosiddetto lavoro povero che personalmente faccio fatica a considerarlo come un lavoro in grado di risolvere – come dovrebbe – il problema di un’esistenza dignitosa. Chi è contrario al salario minimo forse farebbe bene a informarsi meglio sulla giungla salariale di cui ritengo responsabili anche i sindacati.
Carlo Martini - Per e-mail da Roma

Verso la fine di agosto, la Cgil di Roma e del Lazio ha fatto il punto della situazione riguardante la Capitale. Ebbene, su 1 milione e 300 mila lavoratori, il 25% guadagna intorno ai 900 euro netti al mese. Tra questi, il 53% è formato da donne e il 41% da under 35.
Se si prende in esame l’intera Regione, il quadro non cambia di molto. Natale Di Cola, che della Cgil Roma e Lazio è il segretario generale, ha sottolineato come la conseguenza di tutto ciò “è che le persone rinunciano ad alcuni diritti come le cure e i controlli medici e risparmiano anche sul cibo a scapito della qualità dei prodotti”.

3) PER LE COLLABORATRICI DOMESTICHE TROPPI I RAPPORTI IN NERO

Sto cercando un lavoro come domestica e ho già avuto alcuni colloqui. Finora, però, nessuno mi ha proposto un contratto vero: solo un tot al mese e basta. Come posso fare per essere regolarizzata?
L. F. - Per telefono da Roma

Nonostante ci sia un Ccnl dedicato proprio al lavoro domestico, sono molte le famiglie italiane che si avvalgono di questo tipo di collaborazione ignorando qualsiasi norma contrattuale. E se è vero che il mancato rispetto delle regole è in diminuzione, resta sempre rilevante.
A dare un'idea di come funziona il settore è stato il Censis che qualche tempo fa ha tirato fuori dati e cifre il cui risultato è sostanzialmente quello indicato dalla nostra lettrice. Vale a dire che, pure a fronte di un numero di dipendenti in sensibile crescita, la firma del contratto resta una pratica scarsamente seguita. Tanto che soltanto un addetto su tre viene messo in regola.
Nel Nord le inadempienze totali sono minime (9,9%) e quasi la metà dei datori di lavoro (47,3%) rispetta le regole. Nel Centro e nel Sud i contratti a norma quasi mai raggiungono il 25%.
C'è da dire che, a volte, l'irregolarità conviene a entrambe le parti: alle famiglie, che così risparmiano sul versamento dei contributi, alle collaboratrici che, in cambio, spesso riescono a ottenere in nero una retribuzione superiore. Ma chi ricorre a questi metodi deve mettere nel conto il rischio di vertenze e di eventuali sanzioni.
I lavoratori domestici sono donne nell'82,4% dei casi. Il 56,8% ha un'età tra i 36 e i 50 anni. Il 77,3% proviene da un Paese extra-Unione europea. Negli ultimi tempi, di fronte alla crisi economica, sono cresciuti gli italiani alla ricerca di un impiego in questo comparto, che è destinato a uno sviluppo importante a causa, soprattutto, del progressivo invecchiamento della popolazione.
Comunque, per conoscere diritti e doveri del collaboratore domestico ci si può rivolgere alle associazioni di categoria. Ecco qualche indirizzo: Sindacato nazionale autonomo lavoratori domestici (via Giuseppe Mazzini 134 - 00195 Roma. Tel. 06.37519089), Acli Colf (via Prospero Alpino 20 - 00154 Roma. Tel. 06.57087043), Cgil Caaf (via Boncompagni 16 - 00187 Roma. Tel. 06.40045576/7), Caf Uil (via Cavour 108 - 00184 Roma. Tel. 06.4783921).

4) SONO ANCORA UNA VERA GUERRA GLI INCIDENTI SUL LAVORO

Anche quest’estate è stata funestata da troppi incidenti sul lavoro tanto che ormai non fanno quasi più notizia, come se uscire di casa e non tornarci più sia un fatto da dare per scontato.
Il presidente Sergio Mattarella ha più volte denunciato questa guerra crudele e invisibile che continua a mietere vittime. Non siamo un Paese dove la sicurezza nei luoghi di produzione viene messa ai primi posti…
Marina Balducci - Per telefono da Roma

Secondo l’Inail, nel primo quadrimestre di quest’anno le vittime sul lavoro sono state 264, cioè oltre 66 decessi al mese (3 in più rispetto al 2022).
In numeri assoluti, la Lombardia è al primo posto con 42 vittime, quindi il Veneto con 23, il Piemonte con 18, l’Emilia-Romagna con 17, il Lazio con 16, la Campania con 14, la Sicilia con 12, la Toscana con11, la Puglia con 10, L’Abruzzo e le Marche con 8, l’Umbria con 7, la Liguria con 6, il Friuli-Venezia Giulia, la Sardegna e il Trentino-Alto Adige con 4, la Calabria con 2 e la Valle d’Aosta con 1.
Il numero maggiore di denunce è arrivato dal settore manifatturiero (21.529), seguito da quello delle costruzioni (9.119), dal magazzinaggio e trasporto (9.018) e dal commercio (8.742). La fascia d’età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni.
Il venerdì è il giorno più “nero” della settimana, ovvero quello in cui si è verificato il numero maggiore degli incidenti mortali (19,8%).
Sì, è vero, il presidente Sergio Mattarella ha spesso richiamato l’attenzione su questo fenomeno “inaccettabile in un Paese moderno che ha posto il lavoro a fondamento della vita democratica… lavorare non può significare porre a rischio la propria vita”.

5) PERCHÈ IL SILENZIO DELLE AZIENDE DOPO L'INVIO DEL CURRICULUM?

L'invio del curriculum è un passaggio obbligato per chi è alla ricerca di un lavoro. Accade però che non molti rispondano. Come mai? Da parte delle aziende è un atteggiamento davvero sconfortante, per non dire altro.
M. C. - Per telefono da Roma

È una brutta consuetudine tutta italiana, eppure ci vorrebbe poco per dare un segno di vita se non altro per rassicurare che il messaggio è stato ricevuto. È vero che non sempre è così ma la percentuale di chi si comporta in modo scorretto continua ad essere molto alta.

6) SE UNA E-MAIL TI DICE CHE HAI VINTO DEI SOLDI, OCCHIO È UNA TRUFFA

In coincidenza con l'estrazione di una lotteria, sul mio computer sono arrivate una serie di e-mail che mi annunciavano la vincita di importanti somme (250.000 e oltre).
Dal momento che non credo agli asini che volano, mi sono messo a leggere il testo con il quale mi si comunicava l'arrivo di Babbo Natale e ne ho scoperto delle belle. Vi rigiro una delle e-mail in modo da avvertire che si tratta di una truffa per spillare quattrini a chi ci casca...
Roberto Facci - Per e-mail da Roma

L’impetuoso sviluppo delle comunicazioni attraverso la Rete ha moltiplicato i raggiri con l’invio di e-mail contraffatte che hanno il più delle volte lo scopo di entrare in possesso di dati riservati con i quali accedere al conto corrente bancario o postale della persona presa di mira. È stato calcolato che ogni anno, in Europa, vengono spedite milioni di e-mail fraudolente.
Quella che ci è stata trasmessa per conoscenza è davvero emblematica. Intanto per lo "strano" italiano usato nel comunicare una vincita di 150 mila euro, e poi perché non si capisce a che titolo uno debba mettersi in tasca tanti soldi senza nemmeno avere alzato un dito.
Nell'e-mail si parla di una "Lotteria dell'Internet" e di una estrazione avvenuta a Rabat. Ma i partecipanti come sono stati trovati? Questa la testuale spiegazione: "Tutti i partecipanti sono stati tratti da un software di punta di voto di computer tratto fra più di 20.000.000 società e di 30.000.000 indirizzi di posta elettronica d'individuo ovunque nel mondo. Questo programma promozionale dell'Internet ha luogo ogni tre anni".
C'è anche un indirizzo di posta elettronica di un avvocato e il relativo telefono. E c'è la richiesta ("per la verifica dei vincitori") di comunicare alcuni dati personali. Il tutto con le "congratulazioni da parte della struttura del gruppo netto".
In generale, i messaggi, per sembrare veri, ripetono il logo di istituzioni importanti: l’agenzia delle entrate, la guardia di finanza, le poste, un istituto di credito e così via. Il consiglio, quindi, è di non inviare mai password, coordinate bancarie, codice Iban e quant’altro. Perché, in effetti, le e-mail truffaldine invitano il destinatario a fornire le informazioni riservate spiegandole con ragioni di natura tecnica o legate al miglioramento della sicurezza. Tutte le e-mail si concludono sempre con la richiesta di cliccare un link o un altro elemento grafico presente nel messaggio che porta l’utente a navigare nel sito di phishing: è importante, quindi, non cliccare questi link in presenza di questa tipologia di e-mail.
La polizia, che ha istituito una vera e propria divisione per contrastare il fenomeno, nel suo sito (www.poliziadistato.it/articolo/748) ha pubblicato questi avvertimenti:
1) gli istituti bancari e le aziende serie non richiedono mai informazioni personali attraverso un messaggio di posta elettronica. L'unica circostanza in cui viene richiesto il numero della carta di credito è nel corso di un acquisto su Internet che si è deciso di fare; 2) non rispondere mai alle e-mail, non cliccare sul link che viene proposto nel messaggio. Contattare subito la banca che dichiara di chiedere il vostro codice personale; 3) per accedere al sito dell'istituto di credito con il quale si ha il conto online digitare l'Url direttamente nella barra dell'indirizzo del vostro browser o raggiungerlo attraverso i vostri "preferiti" o "segnalibri" della vostra rubrica; 4) controllare spesso i movimenti del conto corrente e delle carte di credito o bancomat.

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