Giovedì, 07 Maggio 2026

L’Editoriale. Lavoro e polveroni: ascoltiamo Sergio Mattarella

Ci ha pensato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando pochi giorni fa la ricorrenza del 1° Maggio, a ricordarci che: 1) il lavoro è presidio della società, è espressione della libertà delle persone e dell’intera comunità. È dignità, è strumento di partecipazione, di costruzione; 2) l’obiettivo di una piena e buona occupazione è iscritto tra quelli della nostra democrazia; 3) è ancora troppo alta l’età di ingresso nel mondo del lavoro; 4) i giovani sono poco ascoltati. C’è una scarsa attenzione alla loro maturazione e alla loro indipendenza; 5) sono troppi i giovani ben istruiti che lasciano il nostro Paese per lavorare all’estero… questa tendenza va invertita; 6) ogni giorno ci sono notizie di lavoratrici e lavoratori che perdono la vita o rimangono infortunati nello svolgimento delle loro attività. La sicurezza sul lavoro resta un impegno, un dovere che non consente rinunce o distinguo; 7) l’occupazione femminile in Italia è cresciuta negli ultimi anni. Tuttavia resta consistente il gap da colmare rispetto alla media europea.

Più volte, su questi argomenti, abbiamo riportato gli interventi del Capo dello Stato. Sono un saldo riferimento in mezzo alle polemiche che, nel merito, animano il dibattito nel nostro Paese, tanto che spesso è difficile capire come stanno realmente le cose.
Anche il recente “pacchetto lavoro” varato dal governo ha suscitato reazioni diverse. E, soprattutto, si dovrà vedere – per esempio – se il “salario giusto” si rivelerà migliore del “salario minimo” sostenuto dalla Cgil e dalle forze di opposizione. E bisognerà vedere come funzioneranno gli altri provvedimenti inseriti nel decreto, il quarto messo in campo dalla compagine guidata da Giorgia Meloni.

In verità, sapere oggi come stanno le cose gli italiani lo sanno bene, al di là di ogni commento e alla luce di alcune considerazioni: 1) con lo stipendio si arriva meglio di prima alla fine del mese?; 2) per i giovani e per le donne è più facile trovare un impiego?; 3) c’è più o meno fiducia nel futuro?
Comunque, al di là di chi preferisce iscriversi nell’elenco degli ottimisti o dei pessimisti, i prossimi mesi – a causa delle crisi internazionali e del conflitto ingaggiato dal Presidente americano Donald Trump contro l’Iran – non si annunciano semplici. Detto questo, però, in Italia alcuni settori continuano a segnare punti in attivo e, di conseguenza, ci sono aziende che sono alla ricerca di personale. Nelle pagine che seguono si possono trovare un bel po’ di opportunità di impiego.
Insomma, in attesa che la situazione mondiale riesca a risalire la china queste indicazioni sono un segnale che vale la pena non sottovalutare.

Letto 432 volte Ultima modifica il Venerdì, 08 Maggio 2026 09:08