Venerdì, 17 Luglio 2026

Le domande dei lettori, le risposte degli esperti. N. 9/2026

1. Pensioni minime e la promessa dei 1.000 euro/mese; 2. La strada per trovare un posto: a quali porte bussare? 3. Sulla corruzione continuiamo ad essere messi male; 4. Ecco la storia di una truffa telefonica mancata: caro nonno… 5. Mettere su un ristorante sembra facile, invece; 6. I turni, il ciclo continuo e le ricadute in busta paga; 7. I concorsi e le assunzioni: che succede se mancano i soldi.

1. PENSIONI MINIME E LA PROMESSA DEI 1.000 EURO/MESE

Ma le pensioni minime non dovevano essere portate a 1.000 euro/mese? Nella legge di Bilancio non c’è traccia. Eppure più di un ministro si era impegnato. Se ne riparlerà quando dovranno buttare giù la nuova Finanziaria, cioè entro la fine di quest’anno?

Stefano Masini - Per telefono da Roma

È negli scorsi mesi che alcuni esponenti di Forza Italia hanno rilanciato l’idea di portare le pensioni minime a 1.00 euro al mese. Sia il vicepresidente e ministro degli Esteri, Antonio Tajani (“Abbiamo portato le pensioni minime a 600 euro e faremo in modo di portarle a 1.000 euro entro la legislatura”) che il presidente dei deputati dello stesso partito Paolo Barelli (“Vogliamo concludere il quinquennio di governo con questa misura”) si sono infatti impegnati in questo senso.

Insomma, come si vede, non c’era nessun riferimento alla legge di Bilancio approvata poco prima la fine del 2023. Anche perché di soldi in giro non ce n’erano molti. Il quadro cambierà nei prossimi anni? La speranza è l’ultima a morire ma sembra assai difficile che quei 1.000 euro possano entrare nella prossima Finanziaria (serviranno circa 15 miliardi di euro solo per confermare il taglio del cuneo fiscale) tanto che il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, dovrà fare miracoli per raggiungere la quadratura dei conti. Oggi il 58% delle pensioni ha un importo inferiore ai 1.000 euro e il 38,4% si attesta tra i 1.000 e i 2.000 euro. Per mettere in campo una riforma previdenziale che finalmente faccia arrivare una boccata d’ossigeno a milioni di italiani occorre prima aumentare le risorse che affluiscono alle casse dello Stato. E qui comincia il difficile.

2. LA STRADA PER TROVARE UN POSTO: A QUALI PORTE BUSSARE?

Per cercare lavoro mi sono rivolta un po’ a tutti e ho lasciato in giro decine e decine di domande. Mi sono iscritta anche a uno dei concorsi segnalati proprio da “Lavoro Facile” e sono in attesa di cominciare le prove. Siccome mi sono arrivate pochissime risposte, qual è la strada migliore da seguire per trovare un posto? Quali le porte alle quali bussare?

Ritanna Ponti - Per e-mail da Roma

Quello della mancata risposta all'invio del curriculum è una brutta abitudine di molti uffici del personale. In Inghilterra, in Francia e in Germania – tanto per citare alcuni Paesi a noi più vicini – difficilmente succede. Eppure, basterebbe davvero poco per segnalare l'arrivo della segnalazione e riservarsi l'eventualità o meno di un colloquio. Per quanto si riferisce al percorso più proficuo attraverso il quale "veicolare" la ricerca di un impiego, in testa alle possibilità resta – malgrado lo sviluppo delle tecnologie relative alla comunicazione – il passaparola, seguito dai concorsi (in progressivo calo), dalle agenzie per il lavoro (in progressiva crescita) e dai centri per l'impiego. Un buon riscontro continua ad avere la lettura degli annunci pubblicati dai giornali specializzati e dalle loro pagine on line. Per rendere più propositivi e attivi i centri per l'impiego da tempo si parla di una profonda riforma in modo da legarli sempre di più alle esigenze reali del mercato del lavoro, sia per quanto riguarda l'offerta che la domanda.

3. SULLA CORRUZIONE CONTINUIAMO AD ESSERE MESSI MALE

A che punto siamo con la corruzione? Sono convinto che, riducendo il fenomeno, l'economia ne ricaverebbe un grande giovamento con il conseguente rilancio dei posti di lavoro. Sono anni che si discute di come diventare un po' più virtuosi e credo che qualche passo in avanti sia stato fatto. Però non mi pare che ci sia stata una svolta decisiva...

F. R: - Per e-mail da Latina

I dati continuano a non essere molto incoraggianti. L'Italia resta, infatti, tra i Paesi ritenuti più corrotti, tanto che tra i 27 membri dell’Unione europea occupa il 17° posto. A livello mondiale è al 42° posto su 180 Paesi. La nazione con l'indice di corruzione più basso è la Finlandia, seguita da Danimarca, Nuova Zelanda, Svezia, Australia, Canada, Svizzera e Norvegia. Qualche anno fa. Il sociologo e politologo Luca Ricolfi ha detto che "una società corrotta non può essere né libera, né giusta, né aperta".

4. ECCO LA STORIA DI UNA TRUFFA TELEFONICA MANCATA: CARO NONNO…

Già altre volte avete pubblicato la denuncia di chi, attraverso il telefono o internet, è stato sul punto di cadere nella trappola di truffatori che non esitano a prendere di mira soprattutto le persone anziane. Ebbene, pochi giorni fa anch’io ho subito un tentativo di questo tipo che sono riuscito ad evitare solo grazie al fatto di avere letto episodi del genere e quindi non sono riusciti a prendermi alla sprovvista. A me è successo questo. Una mattina mi chiama una ragazza che dice di essere mia nipote e che deve chiedermi un favore. Lì per lì mi è sembrata proprio la sua voce e quindi le ho chiesto che cosa avrei dovuto fare. Caro nonno – ha continuato – sto aspettando un pacco urgente con dentro dei materiali che mi servono per un concorso che se lo vinco mi sistemo per tutta la vita. Siccome non sono a casa, se te lo faccio recapitare puoi riceverlo al posto mio? Sì, certo che posso, ho risposto. Allora, caro nonno, fammi il anche il piacere di anticipare le 900 euro del contrassegno che poi ti restituisco subito. A questo punto ho cominciato a mangiare la foglia. Ora, sui due piedi, non ho in casa quella somma, le ho detto. E lei: ma nonno, così mi rovini, quel concorso può essere la svolta… senti, ti faccio chiamare dall’ufficio postale e vedi che cosa si può fare. Dopo una decina di secondi ecco che mi arriva la telefonata. È un’impiegata: so che ha parlato con sua nipote: noi dobbiamo consegnare questo pacco, se lei non lo ritira sua nipote rischia di non fare in tempo a rispettare i tempi del concorso e per lei sarebbe un bel guaio. Tra l’altro, oltre ai 900 euro c’è da pagare anche il materiale allegato: in tutto sono 4.800 euro. Rispondo: ma se non ho 900 euro come faccio ad averne 4.800? E l’impiegata: non so cosa dirle. Senta, ora le passo il direttore. Nel frattempo mi richiama mia nipote. Nonno, nonno, mi hanno avvertito che ci sono difficoltà, allora non mi vuoi bene, non mi vuoi fare questo favore, allora ce l’hai con me… A questo punto suona il telefono fisso. Buongiorno, sono il direttore dell’ufficio posta di …, la mia impiegata le ha spigato come stanno le cose. Mi ha riferito che lei non ha pronti i 4.800 euro… allora proviamo a fare così: quando le consegnano il pacco può dare in pegno anche degli oggetti in oro che poi le verranno restituiti al momento del saldo. È la goccia che ha fatto traboccare il caso… il direttore di un grande ufficio postale che chiede oggetti in oro… Senta, taglio corto, adesso vado al commissariato di polizia e vediamo come va a finire… La telefonata si chiude immediatamente e tutti spariscono: la falsa nipote, la falsa impiegata e il falso direttore. Naturalmente mi metto in contatto con mia nipote, quella vera, che cade dalle nuvole. Mi sono dilungato in modo da mettere sul chi vive i lettori perché, come hanno tentato con me, sicuramente lo avranno fatto e lo faranno anche con altri. Mi raccomando, occhi aperti…

G. A. - Per telefono da Roma

Le truffe sono davvero dietro ogni angolo. Da quelle che capitano quando si è in automobile (falsi incidenti, falsi specchietti rotti, false carrozzerie danneggiate, e così via) a quelle telefoniche, come quella raccontata dal nostro lettore, alle false comunicazioni bancarie fatte apposta per capire il riferimento del conto corrente. Le denunce vanno fatte ai commissariati di pubblica sicurezza o presso le sedi dei carabinieri. O alla polizia postale, che ha una sezione dedicata. Sul sito: commissariatodips.it/index.html si possono trovare tutte le indicazioni utili.  

5. METTERE SU UN RISTORANTE SEMBRA FACILE, INVECE

Sembra che la ristorazione sia il settore che più tira in Italia. Se, infatti, un negozio di qualsiasi genere chiude ecco che subito apre qualcosa che ha comunque a che fare con il mangiare. Mi viene da dire: all’anima della crisi! Quando c’è da sedersi intorno a un tavolo apparecchiato pare che non si badi a spese. Sono quasi tentato di buttarmi anch’io nella mischia: con un localino al posto giusto può essere la svolta della vita.

Emanuela Battisti - Per e-mail da Roma

La tendenza è sotto gli occhi di tutti. Del resto, i consumi degli italiani nei ristoranti continuano a crescere e il comparto gode di buona salute anche grazie a menù che non hanno rivali nel mondo. Non a caso il cibo è tra ciò che i turisti in visita nel nostro Paese gradiscono di più. Ma attenzione perché non è tutto oro ciò che luccica. Secondo una ricerca che riguarda gli ultimi 10 anni, il saldo tra aperture e chiusure è ampiamente negativo. Un dato su cui meditare perché, evidentemente, al boom delle persone che pranzano o cenano fuori casa ha fatto riscontro una complessiva diminuzione dei posti dove mangiare. Così se in apparenza il mercato sembra facile, la realtà e poi tutta un’altra cosa. E non ci si può improvvisare. Come è stato sottolineato, molti ristoratori non sono stati in grado di leggere e interpretare i recenti cambiamenti economici, sociali e tecnologici e le nuove abitudini alimentari, rimettendoci anche un bel po’ di soldi.

6. I TURNI, IL CICLO CONTINUO E LE RICADUTE IN BUSTA PAGA

Ho avuto un primo colloquio di lavoro al quale ne seguirà un altro all’inizio di agosto. Con ogni probabilità, se verrò assunto, dovrò lavorare in un programma che prevede anche dei turni. Ho chiesto dei chiarimenti che mi sono stati dati. Ma vorrei saperne di più.

A. C. - Per telefono da Latina

Il lavoro a turni è un metodo in base al quale i dipendenti si succedono nell’arco delle 24 ore nello stesso posto di lavoro. Sfruttando l’alternanza (o rotazione) di ore, giorni lavorativi e riposi, il meccanismo consente di utilizzare gli impianti produttivi o offrire un servizio più lungo e allo stesso tempo di mantenere gli orari di lavoro entro il limite massimo previsto dai contratti e dalla legge. Si parla di ciclo continuo, invece, quando gli impianti dell’azienda funzionano per tutta la giornata e per tutti i giorni della settimana: in tal caso il numero dei lavoratori per ogni posto di lavoro deve essere pari al numero delle ore della settimana diviso l’orario settimanale adottato. La gran parte dei contratti collettivi fissano delle maggiorazioni retributive – oltre a benefici di altra natura, come i riposi compensativi – per “pareggiare” i disagi dei lavoratori turnisti, con particolare riferimento alla perdita del riposo domenicale.

7. I CONCORSI E LE ASSUNZIONI: CHE SUCCEDE SE MANCANO I SOLDI

In uno dei numeri scorsi di “Lavoro Facile” ho letto che, una volta vinto un concorso pubblico, l’assunzione non è automatica. È possibile?

Rosalba Piccinini - Per e-mail da Roma

È proprio così. Se, per esempio, un Ente dello Stato bandisce un concorso e quindi lo fa svolgere fino alla elaborazione della graduatoria finale, ma poi quello stesso Ente scopre di non avere in cassa i soldi per pagare gli stipendi, l’immissione in ruolo dei vincitori può anche slittare. Naturalmente ciò non significa l’annullamento dell’iniziativa ma uno slittamento dei tempi di attuazione. La graduatoria resta valida e, risolte le difficoltà economiche, l’iter tornerà a prendere il suo corso, e le assunzioni previste potranno essere effettuate.

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