Come siamo messi? La risposta accende commenti e divide politici e osservatori. Un punto di osservazione al di sopra delle interpretazioni di parte è quello della Banca d’Italia che ogni anno pubblica la sua Relazione sullo stato delle cose. Dall’ultima del 29 maggio riprendiamo i riferimenti all’economia, al lavoro, alle famiglie, e ai prezzi.
L’ECONOMIA. Il Pil italiano è cresciuto dello 0,5 per cento in termini reali (0,8 per cento nel 2024), beneficiando dell’allentamento della politica monetaria e degli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). L’espansione dell’attività è stata trainata dalla domanda interna, mentre l’apporto di quella estera è stato negativo, per effetto di un incremento delle importazioni superiore a quello delle esportazioni. L’inflazione, misurata dalla variazione sui dodici mesi dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) è salita all’1,6 per cento in media d’anno, dall’1,1 per cento nel 2024.
IL LAVORO. Nel 2025 in Italia l’occupazione ha rallentato, in linea con l’indebolimento dell’attività economica, crescendo nei comparti delle costruzioni e dei servizi, mentre nell’industria in senso stretto è diminuita… Il numero delle persone attive è rimasto sostanzialmente stabile per il secondo anno consecutivo. Il calo del numero dei giovani attivi ha contribuito a migliorarne le retribuzioni rispetto a quelle dei lavoratori più maturi. Nei prossimi anni l’invecchiamento della popolazione continuerà a frenare l’offerta di lavoro, ma il suo impatto potrà essere compensato dagli incrementi nei tassi di partecipazione se dovessero confermarsi le tendenze recenti.
LE FAMIGLIE. Il reddito disponibile delle famiglie è aumentato dello 0,9 per cento in termini reali. I consumi sono cresciuti in linea con i redditi, lasciando invariato il tasso di risparmio… La ricchezza delle famiglie si è espansa a ritmo sostenuto… Nei prossimi anni, per via del cospicuo patrimonio accumulato dalla fascia più anziana della popolazione, sono attesi rilevanti trasferimenti intergenerazionali, con effetti sui comportamenti economici e sulla distribuzione della ricchezza.
I PREZZI. Nel primo trimestre del 2026 l’inflazione si è collocata all’1,4 per cento: i prezzi dei servizi hanno risentito dell’effetto dei Giochi olimpici invernali di febbraio, mentre quelli dei carburanti hanno riflesso da marzo il rialzo delle quotazioni delle materie prime energetiche innescato dal conflitto in Medio Oriente. Tali rincari hanno portato l’inflazione al 2,8 per cento in aprile.
Il testo integrale della relazione annuale di Banca d’Italia si può leggere al link: https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2025/rel_2025.pdf.
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