Venerdì, 28 Luglio 2017

LE DOMANDE DEI LETTORI, LE RISPOSTE DEGLI ESPERTI. N. 15/2017

1) LO “STIPENDIO” CON I NUOVI VOUCHER; 2) I NUOVI VOUCHER: STOP AGLI ABUSI?; 3) L’ALITALIA TRA CLAMORE E SILENZI; 4) PAPA FRANCESCO E IL TEMA DEL LAVORO; 5) DAL TEMPORANEO AL TEMPO INDETERMINATO

1) LO “STIPENDIO” CON I NUOVI VOUCHER

D) Rispetto alle norme precedenti, a me sembra che quelle che regolano i nuovi voucher siano profondamente differenti e migliori. Certo, c’è sempre la possibilità di farne un uso irregolare, ma rispetto a prima è più difficile.
Quello che non ho ben capito è il livello della retribuzione: se, cioè, è stato stabilito un tetto/orario o se ci può essere una sorta di contrattazione prima di cominciare il lavoro.

Stefano Rocchi - Per a-mail da Roma

R) Il compenso orario è liberamente fissato dalle parti ma non può mai essere mai inferiore a 9 euro l’ora. Di conseguenza, Il compenso giornaliero non può mai essere inferiore a 36 euro, pari al corrispettivo di 4 ore lavorative.
Si tratta di importi netti. All’utilizzatore, infatti, spettano un contributo del 33% per la gestione separata e un versamento del 3,5% per l’assicurazione Inail.
Ogni prestatore non può superare il compenso complessivo annuo di 5.000 euro riferito a più utilizzatori. Se, invece, l’utilizzatore è sempre lo stesso l’importo non può superare i 2.500 euro.

I voucher possono essere utilizzati solo per alcune categorie di persone: 1) titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità; 2) giovani con meno di 25 anni se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado comprese le università; 3) disoccupati ai sensi dell’art. 19 del Dgl. del 14 settembre 2015, n. 150; 4) percettori di prestazioni integrative del salario o di altre prestazioni di sostegno del reddito.

2) I NUOVI VOUCHER: STOP AGLI ABUSI?

D) Mi sapete dire quali misure sono state adottate affinché anche con i nuovi voucher non si ricominci con gli abusi e lo sfruttamento delle persone?

Cesare Mori - Per e-mail da Roma

R) La garanzia al 100% non può darla nessuna legge. Semmai una maggiore trasparenza e un maggiore rigore possono consentire di individuare con più facilità chi non si comporta in maniera corretta.

Per questo nel testo approvato lo scorso 21 giugno sono stati indicati alcuni passaggi che dovrebbero limitare le irregolarità. Per esempio, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione l’utilizzatore deve darne comunicazione all’Inps attraverso il servizio online dedicato, deve indicare il compenso pattuito, il luogo di svolgimento dell’attività, la durata, la tipologia, il settore lavorativo.

3) L’ALITALIA TRA CLAMORE E SILENZI

D) Ho letto che nei primi due mesi di quest’anno Alitalia ha perso 200 milioni di euro (3 milioni di euro al giorno) e che il bilancio del 2016 si è chiuso con 491 milioni di euro di passivo. Cifre disastrose che non si possono imputare ai tre commissari chiamati a salvare il salvabile ma soprattutto alla precedente gestione.
Il che, però, conta poco per i dipendenti della ex compagnia di bandiera sui quali pende il rischio di migliaia di licenziamenti perché la situazione – anche con l’attuale gestione – resta da allarme rosso.
Se gli esuberi dovessero diventare realtà, per Roma e per il Lazio sarebbe un colpo devastante. Per un po’ molto se n’è parlato ma adesso non vola più una mosca. Silenzio anche dai sindacati che pure hanno qualche parte di responsabilità.

Loretta Cimino - Per e-mail da Fiumicino

R) La situazione di Alitalia, nonostante qualche aggiustamento (si dice che sia stato risparmiato un centinaio di milioni di euro rinegoziando il prezzo della benzina), resta sull’orlo del precipizio. I toni si sono abbassati forse perché, con le trattive in corso per la vendita della società, si è ritenuto più opportuno non esasperare il clima intorno e dentro la compagnia. E anche per favorire la “campagna d’estate” che di solito è quella che richiama più passeggeri.

Il procedimento d’acquisto entrerà nella fase decisiva in ottobre e allora, alla luce delle proposte, tutto si rimetterà in moto. Nel bene come nel male.

4) PAPA FRANCESCO E IL TEMA DEL LAVORO

D) Dopo il discorso agli operai di Genova, Papa Francesco è tornato sul tema del lavoro. Mi pare che sia rimasto il solo a parlare con forza di certi temi. Ma mi pare anche che i suoi interventi non riescano ad incidere più di tanto…

Cesare Rende - Per e-mail da Civitavecchia

R) Lo scorso 28 giugno, rivolgendosi ai congressisti della Cisl, Jorge Mario Bergoglio ha detto: 1) è urgente un nuovo patto sociale… perché è una società stolta e miope quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga una generazione di giovani a non farlo; 2) nel lavoro la donna è ancora di seconda classe, guadagna di meno, è più facilmente sfruttata; 3) forse la nostra società non capisce il sindacato anche perché non lo vede abbastanza lottare nelle periferie esistenziali, per i diritti ancora non garantiti, tra gli scartati dal lavoro; 4) le pensioni d’oro sono un’offesa non meno grave di quelle troppo povere.
A Genova, il 27 maggio, affermò: 1) oggi il lavoro è a rischio. È un mondo dove il lavoro non si considera con la dignità che ha e che dà; 2) l’imprenditore che pensa di risolvere il problema della sua impresa licenziando la gente, non è un buon imprenditore; 3) una malattia dell’economia è la progressiva trasformazione degli imprenditori in speculatori… bisogna temere gli speculatori non gli imprenditori; 4) dev’essere chiaro che l’obiettivo vero da raggiungere non è il reddito per tutti, ma il lavoro per tutti. Perché senza lavoro, senza lavoro per tutti non ci sarà dignità per tutti.

Parole semplici e nello stesso tempo profonde. Parole sulle quali meditare. Parole che meriterebbero ben più e ben altro degli scontati consensi di maniera.

5) DAL TEMPORANEO AL TEMPO INDETERMINATO

D) Lavoro, con un contratto di somministrazione, per una grande azienda che opera nell’area di Roma.  Siccome il contratto si sta avvicinando alla scadenza, ho notato che la causale di impiego è estremamente generica: in sostanza potrei essere chiamato a svolgere qualsiasi mansione secondo le necessità della produzione.
In verità non è mai accaduto. Ma, parlando con un collega, ho saputo che contratti del genere non sono in regola in quanto la causale deve essere sempre specificata. E che questo potrebbe spingermi a chiedere il rinnovo del rapporto di lavoro. Come stanno le cose.

G. S. - Per e-mail da Roma

R) Nel campo della fornitura di lavoro temporaneo, vale a dire delle assunzioni che passano attraverso le agenzie del lavoro, una sentenza della Corte di cassazione (n. 11411) ha cercato di fare chiarezza perché la questione ha avuto, via via, interpretazioni diverse.
In particolare, la Corte ha ricordato come l’art. 1, comma 2 della legge 196 del 200, quella che disciplina i cosiddetti contratti di somministrazione, prevede che questi possano essere sottoscritti:1) nei casi previsti dal Contratto collettivo della categoria di appartenenza dell’impresa utilizzatrice; 2) nei casi di temporanea utilizzazione di qualifiche non previste dai normali assetti prodottivi aziendali; 3) nei casi di sostituzione di lavoratori assenti, fatte salve le situazioni in cui è vietata la forma del lavoro temporaneo.
La genericità della causale rende il contratto illegittimo. In più, proprio per queste ragioni, la Corte ha indicato la possibilità della trasformazione dei contratti temporanei non in regola in contratti a tempo indeterminato.
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